Un dolore acuto o pulsante che solitamente ha inizio nella parte anteriore o sul lato della testa. Sono questi i sintomi con cui si presenta l’emicrania, la forma più comune del mal di testa.

L’attacco può salire di intensità, estendersi alla regione frontale, coinvolgendo la fronte e le tempie. Può durare poche ore o persino giorni, con sintomi variabili da soggetto a soggetto, che possono essere in molti casi insopportabili: dolore pulsante, nausea, vomito, sensibilità alla luce e ai suoni.

Sono stati presentati i primi dati del Registro Italiano dell’Emicrania I-GRAINE, un progetto promosso dall’Irccs San Raffaele. Uno studio unico al mondo, come sottolineano gli esperti, e al quale partecipano 38 centri.

dati indicano che il paziente tipico che soffre di emicrania è una donna di 45 anni, con scolarità superiore, sposata, con almeno un figlio, lavoratrice. Non pratica sport, ha disturbi del sonno, spesso presenta altre comorbilità e presenta in media 9.6 giorni al mese di emicrania con intensità e disabilità molto elevate.

Dai dati emerge inoltre che solo il 38.1% dei pazienti aveva già consultato un centro cefalee (in media 1.25 centri). Un paziente su 9 (11.2%) ha avuto in media 1.7 accessi al pronto soccorso nell’anno corrente per questo genere di patologia.

Ma qual è l’identikit del paziente che soffre di emicrania? Secondo gli esperti, si tratta di una donna, in media di 45 anni, con un livello di scolarità superiore, sposata, con almeno un figlio, lavoratrice. Non pratica sport, ha disturbi del sonno e spesso presenta altre malattie concomitanti.

“I dati sino ad ora raccolti dallo studio cominciato nel secondo semestre del 2021 – spiega il professor Piero Barbanti, responsabile scientifico Centro Cefalee e Dolore Neuropatico del San Raffaele – confermano le enormi lacune nella diagnosi e terapia e l’imponente spreco di risorse ma identificano anche strategie di azione per rendere curabile e sostenibile questa malattia neurologica.

La riduzione degli sprechi di denaro per esami inutili, può consentire di allocare risorse per i modernissimi farmaci per l’emicrania”.