Diversi studi dimostrano che il consumo di quantità moderate di vino (soprattutto rosso) e di birra può avere effetti benefici sulla salute. Anche se ci sono prove del contrario.

Tuttavia, il problema principale del bere troppo alcol è quando lo facciamo in modo eccessivo e ora un nuovo regolamento dell’UE consentirà agli Stati membri di inserire avvertenze sulle etichette proprio su questo aspetto.

Si tratta di una misura simile a quella già esistente per il tabacco, le cui confezioni riportano varie scritte e avvertenze come “nuoce gravemente alla salute”.

La norma è stata proposta dall’Irlanda ed è ora entrata in vigore nonostante la disapprovazione di alcuni Paesi, tra cui Italia, Francia e Spagna (grandi produttori di vino).

Non è un caso che sia stata l’Irlanda a sostenere con forza la risoluzione. In effetti, il consumo di alcol in questo Paese ha raggiunto un punto di crisi e le nuove etichette serviranno a mettere in guardia i consumatori dai pericoli derivanti dal consumo di alcol, auspicando una riduzione dei danni legati all’alcol.

La decisione dell’Irlanda di adottare questa nuova regola influenzerà probabilmente altri Paesi che stanno valutando la possibilità di adottare etichette simili.

Mentre in Italia…

In Italia è improbabile che tali etichette vengano mai applicate, a meno che una legge a livello europeo non ne imponga l’uso.

La Coldiretti, associazione degli agricoltori italiani, ha prontamente risposto alla nuova norma con un comunicato:

La decisione dell’Unione Europea di autorizzare etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia, che produce più della metà del vino mondiale e guadagna miliardi con le esportazioni.

Le nuove etichette dei liquori che non includono più le quantità potranno riportare diciture come “il consumo di alcolici provoca malattie del fegato” e “l’alcol e i tumori mortali sono direttamente collegati”, spiega la Coldiretti.

Proteggere la nostra filiera alimentare dai regolamenti dell’UE proteggerebbe più di 1,3 milioni di posti di lavoro italiani e garantirebbe che le esportazioni agricole del nostro Paese rimangano competitive sul mercato globale.

La norma, tra l’altro, rischia di alimentare paure ingiustificate nei consumatori. La Coldiretti – un gruppo italiano che promuove gli interessi dell’agricoltura – sostiene che il 23% degli italiani smetterebbe di bere vino o lo limiterebbe notevolmente se trovasse in etichetta avvertenze come quelle sulle sigarette.

Micaela Pallini, presidente del sindacato Federvini, definisce la nuova norma “unilaterale e discriminatoria” perché grava sui piccoli produttori e lascia campo libero ai grandi. La presidente chiede al governo italiano di intervenire:

Chiediamo al governo italiano di intraprendere qualsiasi azione necessaria, senza ritardi e senza eccezioni, per opporsi a una norma che va contro il buon senso e la realtà. Riteniamo che la questione debba essere affrontata a livello politico all’interno dell’UE, piuttosto che come un problema isolato lasciato nelle sole mani dell’Italia. È necessario una presa di posizione di fronte al mutismo della Commissione Europea.