Potrebbe saltare la norma della Manovra che introduce la soglia di 60 euro sotto la quale i commercianti possono rifiutare i pagamenti elettronici.

Il pacchetto definitivo di emendamenti era atteso per venerdì 16 dicembre, ma tutto slitta perché la coperta è corta, c’è l’incognita delle coperture, le forze di maggioranza stentano a trovare un punto di convergenza e l’Europa mugugna.

Nel mirino della Ue, fra le altre cose, la questione pos e la soglia di 60 euro sotto la quale sono accettati i pagamenti in contanti.

Nei giorni scorsi la Commissione europea aveva espresso il suo parere in merito dicendo che la Finanziaria del Governo Meloni “include misure che non sono coerenti con la parte strutturale delle precedenti raccomandazioni di bilancio, in particolare per quanto riguarda il sistema pensionistico e l’evasione fiscale, anche per quanto riguarda l’uso obbligatorio dei pagamenti elettronici e le soglie legali per i pagamenti in contanti“.

La prima versione della Legge di Bilancio aveva fissato il limite a 30 euro. La seconda versione ha visto un innalzamento a 60 euro.

Ora le multe sui rifiuti ai pagamenti col pos, salvo giravolte dell’ultim’ora, restano dunque senza soglie.

Il Pnrr detta la linea sul pos

È il Pnrr stesso a fornire le indicazioni di massima in materia. Il piano richiede infatti “La definizione di efficaci sanzioni amministrative in caso di rifiuto di accettare pagamenti elettronici da parte dei fornitori privati”.

Il governo Draghi si era orientato in tal senso. Il precedente governo aveva introdotto una multa di 30 euro maggiorata del 4% della transazione, in caso di rifiuto ad accettare pagamenti elettronici.

Sulla Manovra del Governo Meloni sia Banca d’Italia che Corte dei Conti hanno espresso la loro posizione, criticando l’innalzamento della soglia dei pagamenti in contanti a 60 euro.

Il motivo: pagare in contanti rende la vita più facile agli evasori fiscali e disincentivare i pagamenti elettronici tradisce lo spirito di innovazione alla base del Pnrr.