Fare il bagno nei laghi può sembrare molto più sicuro che farlo al mare, ma anche in questo caso ci sono precauzioni che è preferibile prendere per salvaguardare la propria salute. Non tutti i laghi sono puliti, quindi, per avere certezze, è preferibile scegliere quelli premiati con le Bandiere Blu.

Per fare il bagno nei laghi in sicurezza, vale la stessa regola che al mare: lasciar passare minimo 2 ore dopo aver consumato un pasto. Bisogna lasciare che la digestione faccia il suo corso, per evitare congestioni che possono essere anche molto pericolose.

Altro elemento fondamentale è l’inquinamento batterico. Come citato in precedenza, i laghi premiati sono una certezza, ma non sono gli unici adatti a fare il bagno. Basta leggere qualche recensione per informarsi bene sulla località in cui si vogliono trascorrere le proprie vacanze estive. Bisogna evitare le acque che possono essere contaminate da secrezioni di animali infetti o scarico di sostanze chimiche. Tra i rischi e pericoli più comuni c’è quello di contrarre la leptospirosi, una malattia infettiva che può causare mal di testa e febbre, ma anche gravi casi di polmonite e meningite.

Fare il bagno nel lago, il pericolo dei mulinelli: cosa fare per salvarsi

Certamente l’affollamento è minore al lago rispetto che nelle zone di mare più famose del Bel Paese ma quanto a pericoli, anche il lago ne nasconde parecchi: parliamo in primis dei mulinelli, quei vortici invisibili che hanno origine sott’acqua e risucchiano in basso tutto ciò che c’è nelle vicinanze.

Durante le cosiddette tempeste lacustri, si possono generare dei risucchi d’acqua e spesso è molto difficile uscirne perché ci colgono impreparati e il panico la fa da padrone sulle nostre azioni: più ci agitiamo, infatti, e più sprechiamo energie preziose per salvarci, ma ci sono alcune cose da fare per annullare la forza centripeta del mulinello che ci trascina giù verso il basso.

Le cause per cui si formano questi potenti vortici sono molteplici e vanno a ricercarsi nella presenza di corsi d’acqua visibili o sommersi che entrano o fuoriescono dal lago, negli effetti delle correnti d’aria sullo strato superficiale e ancora negli spostamenti d’acqua da un bacino idrico all’altro oppure nell’esistenza di ostacoli al flusso in determinate direzioni.

Cosa fare in caso ci trovassimo all’interno di un mulinello? Le strategie che funzionano sono due: la prima sarebbe quella di restare in posizione verticale, pedalare verso il fondo, poi “ritirare – come leggiamo su baia della coscienza.com – le gambe con una simultanea azione delle braccia. In questo modo s’imprime al corpo un movimento rotatorio su se stesso uguale a quello del mulinello”.

Un’altra cosa che richiede un po’ più di sicurezza mentale e preparazione è di prendere aria, poi scendere giù con la testa verso il centro del mulinello dove la velocità di rotazione è prossima a zero e poi nuotare lateralmente per uscire dal vortice.

Che sia al lago o al mare bisogna sempre essere presenti a se stessi in situazioni di pericolo come possono essere quelle sopra descritte: fare dei corsi di sicurezza acquatica anche per gli adulti potrebbe aiutarci a migliorare il nostro rapporto con l’acqua.