Il Farfaraccio fa parte della famiglia ribatezzato Petasites, è una pianta robusta e perenne che può arrivare fino a 1 metro con grandi foglie simili ai petasos , un cappello a grandi falde usato dai viaggiatori dell’antica Roma. La troviamo in Europa, Asia e Nord America.

Nel XVIIº secolo, era utilizzata soprattutto per curare la tosse e l’asma. Le sue proprietà antispasmodiche e analgesiche sono riconosciute da sempre ma, a partire dagli anni Cinquanta, si cominciò a scoprire anche la sua attività antinfiammatoria e antiallergica. Questa pianta è distribuita gratuitamente per il trattamento di attacchi di emicrania, rinite allergica o febbre da fieno.

Benefici del farfaraccio

Per quanto riguarda le patologie respiratorie (di origine allergica o meno), due studi hanno dimostrato che il farfaraccio può essere utilizzato come coadiuvante nel trattamento dell’asma poiché riesce a ridurre la frequenza degli attacchi e, quindi, le dosi di corticosteroidi utilizzate.

Nel trattamento della febbre da fieno, l’estratto standardizzato di foglie di farfaraccio (Tesalin) riduce la congestione nasale, gli starnuti, l’irritazione oculare e la lacrimazione. Il farfaraccio ha gli stessi effetti degli antistaminici, ma non produce effetti collaterali gastrointestinali o la sonnolenza da questi solitamente prodotti.

Nel trattamento dell’emicrania, particolarmente resistente in alcuni soggetti, il farfaraccio permette di ridurre la frequenza e la durata degli attacchi con dosi da 25 mg (due volte al giorno). A dosi più elevate (da 100 a 150 mg al giorno), gli attacchi possono essere ridotti anche del 48%!

Ognuno di questi dati può giustificare una riconsiderazione del farfaraccio, tanto più che alcuni studi clinici hanno confermato una nuova proprietà essenziale: la pianta può essere utilizzata nel trattamento degli spasmi delle vie urinarie causati dai calcoli e da disturbi spasmodici della vescica. Il farfaraccio riduce anche l’urgenza e la frequenza delle minzioni, rilassando la tonicità della muscolatura liscia tramite l’inibizione della sintesi dei leucotrieni, una tipologia particolare di lipidi.

Come scegliere un integratore di farfaraccio?

Per garantire la massima efficacia, gli estratti utilizzati come integratori nutrizionali devono contenere circa il 15% di composti attivi (petasina e isopetasina) e, soprattutto, devono essere privi di composti indesiderati come gli alcaloidi pirrolizidinici: questi ultimi devono necessariamente essere eliminati durante la preparazione dell’integratore.

Occorre anche sapere che la dose media attiva è di 25 mg (due volte al giorno), per un estratto standardizzato somministrato alla dose di 7,5 mg di petasina.Grazie ai suoi molteplici benefici, il farfaraccio è un alleato unico per il trattamento di una serie di disturbi spesso resistenti ai farmaci classici che possono provocare numerosi effetti collaterali.

Effetti Collaterali

Gli studi randomizzati controllati non hanno riscontrato effetti avversi gravi, dimostrando una buona tolleranza generale del farmaco. Gli effetti minori comprendono sintomi gastrointestinali (l’eruttazione è il più comune), dispepsia, mal di testa, prurito agli occhi, sonnolenza, affaticamento e asma. www.prezzisalute.com. Il rischio di grave epato-tossicità, pur essendo descritto in letteratura, è dibattuto e potrebbe essere annullato dall’eliminazione industriale degli alcaloidi. I pazienti allergici all’ambrosia, alle margherite o ad altre asteraceae possono avere reazioni allergiche simili anche al farfaraccio.