Uccisi oltre 1428 delfini atlantici. La tradizionale caccia Grindadràp consiste nel trascinare i cetacei a riva e poi massacrarli con i coltelli. Le terribili immagini che mostrano i cadaveri dei mammiferi sulla battigia di Skalabotnur a Eysturoy, e il mare color rosso sangue hanno fatto il giro dei social media scatenando l’ira degli ambientalisti ma provocando lo sconcerto anche di alcune organizzazioni che partecipano all’evento.

La Grindadrap consiste nel trascinare i cetacei a riva e poi macellarli con arpioni, coltelli e in qualche caso anche trapani. Ogni anno, riporta la Bbc, vengono sgozzate circa 600 balene e 35-40 delfini. Il massacro di domenica è però senza precedenti. Per tornare a una cifra simile occorre risalire al 1940 quando furono uccisi 1200 delfini.

“È stato un grande errore”, ha ammesso il presidente dell’associazione dei balenieri delle isole, Olavur Sjurdarberg. Secondo i media locali, la reazione della popolazione è stata “di smarrimento e shock a causa del numero straordinariamente grande” di delfini uccisi. Un sondaggio effettuato dalla tv pubblica Kringvarp Foroya ha rivelato che mentre il 50% delle persone è contraria alla caccia dei delfini, l’80% è favorevole a quella delle balene.

Nella Grindagrap le balene vengono uccise per la loro carne e il loro grasso. La caccia nelle isole del Nord Atlantico non è a scopo commerciale ed è autorizzata.