Sono passati 77 anni dall’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, l’uccisione, nel piccolo paesino in provincia di Lucca, di 560 civili, tra cui 130 bambini, da parte delle SS. “Ma l’ideologia che ha portato a quella strage non è stata ancora debellata”, dice all’Adnkronos il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che si è fatto promotore, in piena pandemia, di una proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista. In pochi mesi sono state raccolte 240mila firme, ben più delle 50 mila richieste.

“Sant’Anna di Stazzema ha un record: la strage è avvenuta il 12 agosto 1944, il terzo grado di giudizio del processo è arrivato nel 2007, perché i fascicoli furono persi o, io dico, insabbiati. Ecco, mi auguro che la proposta di legge contro una ideologia criminale non faccia la stessa fine dei fascicoli dell’eccidio”, aggiunge il primo cittadino, che ora spera nell’approvazione da parte delle Camere. “Trovo doveroso da parte di un Parlamento democratico quantomeno portare la Pdl in discussione, ma mi auguro che la legge venga approvata”.

Secondo Verona “c’è un enorme bisogno di fermare questa onda nera, che è un’onda di odio. Si continua a spargere odio, e gli episodi quotidiani devono far riflettere, soprattutto per un rappresentante di un territorio che da quell’ideologia è stato così duramente colpito”. La molla che ha fatto partire la raccolta firme è stato però il rapporto dell’Eurispes: “i dati sono allarmanti: è cresciuto il numero di cittadini che dicono di non sapere cosa è stata la Shoah, c’è una carenza di cultura, c’è un revisionismo storico che ha fatto riemergere i fantasmi del passato. Le leggi ci sono, la legge Scelba e la legge Mancino, ma si continuano a vedere processioni di fascisti e consiglieri comunali che fanno il saluto romano”.

“La proposta di legge è utile anche solo per riportare questo tema nel dibattito quotidiano -conclude Verona- e questa è la strada giusta, mentre sottovalutare il fenomeno e rimanere indifferenti è la strada sbagliata”.