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La fascite plantare, nota come tallonite, è un problema temuto soprattutto dagli atleti. Colpisce sia gli uomini che le donne a qualsiasi età ed è un’infiammazione della membrana che ricopre la muscolatura della zona inferiore del piede. Provoca un dolore acuto, localizzato nel centro del tallone, che comincia al mattino e aumenta di intensità nel corso della giornata.

Il dolore è spesso accompagnato da rigonfiamento, irrigidimento e arrossamento della zona interessata. A lungo andare la fascite plantare limita i movimenti della persona che ne soffre alla quale può risultare persino difficile posare il piede a terra per camminare.

Perché insorge la Fascite Plantare: le Cause

Il preciso meccanismo d’insorgenza della fascite plantare è ancora oggetto di studi, in quanto le ricerche condotte finora riportano dati contrastanti.

Gli esperti concordano nel considerare questa condizione come il risultato di un’eccessiva sollecitazione della fascia plantare: quest’ultima, infatti, se sottoposta a stress e microtraumi ripetuti nel tempo, degenera e diviene dolorosa.

Come anticipato, secondo le ultime evidenze, sembrerebbe più corretto parlare di degenerazione della fascia plantare, piuttosto che di una sua irritazione e infiammazione.

A ogni modo, tuttavia, la fascite plantare ha tutte le caratteristiche di una sindrome da sovraccarico funzionale, dove con questa terminologia s’intende una condizione muscolo-scheletrica dovuta a una sollecitazione ripetuta e costante di un dato comparto anatomico (es: ripetizione di un determinato gesto o movimento).

Fattori di Rischio di Fascite Plantare

La fascite plantare presenta svariati fattori di rischio; tra questi, figurano:

  • Sovrappeso e obesità;
  • Tutte le attività sportive che prevedono un impatto ripetitivo del piede su una superficie dura (la corsa è l’esempio più significativo, ma in generale l’atletica leggera è considerata a rischio);
  • Uso di scarpe inadeguate (scarsa ammortizzazione);
  • Muscoli del polpaccio accorciati o retratti.

Inoltre, sono maggiormente a rischio di fascite plantare:

  • Coloro che  intraprendono, senza un minimo di programmazione, una nuova attività fisica ad alto impatto per il piede (es: camminata, corsa ecc.). Chiunque cominci un’attività di questo genere dovrebbe sempre procedere con gradualità.
  • Le persone che hanno per natura un arco plantare più alto della media.
    Si tratta di un’anomalia congenita impossibile da correggere, ma che si può comunque gestire con opportune contromisure.
  • Gli appassionati di corsa e sport affini che eseguono il gesto motorio caratteristico di queste attività con una scarsa tecnica. Anche in un sport semplice e apparentemente naturale come la corsa, un corretto schema motorio è fondamentale a preservare da infortuni.

Come curare la fascite plantare

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Solitamente, la fascite plantare viene curata con degli infiammatori che servono per ridurre lo stato di infiammazione. Consigliata è la terapia fisica attraverso specifici esercizi di stretching e di rafforzamento della fascia plantare. Ecco tre esempi di esercizi facili da eseguire anche a casa:

  • esercizio della pallina: utile a ridurre il dolore provocato dall’infiammazione, questo esercizio si esegue stando seduti su una sedia e facendo ruotare avanti e indietro una pallina con la pianta del piede. La rotazione deve essere effettuata facendo una leggera pressione col piede, come se si stesse eseguendo un massaggio. Aiuterà a placare l’infiammazione;
  • lo stretching del tallone: per eseguirlo occorre innanzitutto salire su un gradino o uno step, cercando di mantenere la parte del tallone all’esterno. A questo punto bisogna far scendere il tallone mantenendo le dita del piede sul gradino per poi risalire. Questo esercizio aumenta il livello di flessibilità dei tendini e va ripetuto per circa dieci volte;
  • l’esercizio del sollevamento sulla punta dei piedi: basta stare in piedi e sollevarsi sulla punta. Serve per rafforzare i tendini del tallone. L’esercizio va eseguito per dieci volte di seguito.

Per prevenire questo problema gli esperti consigliano di indossare delle calzature comode. Le scarpe ideali devono essere provviste di un tacco comodo di almeno quattro centimetri. Nei soggetti che soffrono spesso di questo tipo di infiammazione si consiglia l’utilizzo di una talloniera apposita, da introdurre all’interno della calzatura.