Il fico che matura a settembre è un frutto antico, originario del Medio Oriente. Il suo nome latino (Ficus carica), infatti, deriva dalla località di Caria, un tempo provincia dell’Impero romano, in Asia minore.

I fichi contiene sali minerali dalle virtù ricostituenti e rivitalizzanti (potassio, calcio, ferro), vitamine e zuccheri. I fichi contengono anche dei pigmenti chiamati antocianine (sostanze coinvolte nel migliorare diversi parametriche modulano il rischio cardiovascolare), che conferiscono la colorazione rossa che si osserva soprattutto nei frutti ben maturi e in quelle varietà con la buccia molto scura.

Sono ricchissimi di fibre

I fichi hanno proprietà emollienti, espettoranti, antinfiammatorie e stimolano anche l’intestino, per via dell’altissimo contenuto di fibre. Attenzione però al lattice che stilla dal picciolo dei fichi e che in passato si usava per far cagliare il latte e creare formaggi artigianali. Questa sostanza è irritante per la pelle e può arrivare a ustionarla. Bisogna dunque evitare di toccarla e soprattutto di assaggiarla.

Se lo mangi fresco è molto meno calorico

Pur essendo un frutto dolce, il fico fresco ha un contenuto calorico medio-basso (50 calorie per 100 g). Quello secco, invece, è più ricco di zuccheri e il suo apporto calorico è di 250 calorie per 100 grammi. Quindi, soprattutto a fine estate e in autunno, il fico fresco è da preferire rispetto a quello esco specialmente quando si segue una dieta a basso tenore calorico. I fichi secchi vanno bene d’inverno: ne bastano un paio, abbinati a mele, pere e un pizzico di cannella, per addolcire la frutta cotta.