“Mi sento disarmato, rassegnato, ma non sconfitto. Ormai vivo alla giornata. Eseguo gli ordini in modo militare. La mascherina non la dobbiamo togliere più ma saldare sul viso. E se nel nostro lavoro i sorrisi determinavano l’accoglienza oggi dobbiamo imparare a leggere gli occhi”. A parlare all’Adnkronos commentando ulteriori probabili restrizioni del governo nel settore ristorazione è Filippo La Mantia, chef siciliano a cinque stelle e titolare di ‘Oste e cuoco’, ristorante e salotto della Milano che conta a piazza Risorgimento “ma l’anno prossimo cambierò posto”, comunica.

“Siamo già stati penalizzati dal calo dei coperti e dei fatturati, calati del 45%, pur dovendo sostenere le stesse spese. Avremmo dovuto immaginare la possibilità di ulteriori restrizioni. Anche se noi cosa possiamo fare di più? – domanda – Il virus va fronteggiato in modo militare, certo, ma un altro lockdown sarebbe la ghigliottina. E mi chiedo: annunciano rincari del 18,5% dell’energia elettrica. Ma è chiaro a tutti che se non ci mettiamo tutti in linea non ne vale più la pena? Falliamo tutti”.