Gli investigatori stanno passando al vaglio ogni ipotesi sulla misteriosa morte di Francesco Pantaleo, lo studente di 23 anni originario di Marsala sparito a Pisa, dove viveva, il cui corpo è stato ritrovato carbonizzato in mezzo ai campi di San Giuliano Terme, a 5 chilometri dalla città. La pista più accreditata è quella del suicidio, dovuto a un crollo causato dall’insoddisfazione e dallo stress per l’università, ed esacerbato dal lockdown.

Fino alla chiusura generalizzata, riporta Repubblica, il giovane sarebbe stato piuttosto costante con gli esami di Ingegneria informatica. A marzo 2020 però ci sarebbe stata una battuta di arresto, che gli inquirenti ritengono “molto condizionata” dalla situazione straordinaria della pandemia di Covid.

I due coinquilini hanno riferito ai Carabinieri di non averlo sentito uscire la mattina del 24 luglio, dipingendo il ritratto di un ragazzo molto riservato ma gentile con tutti. Che aveva iniziato a chiudersi ancora di più con le limitazioni imposte dalla situazione di emergenza. Stare in casa aveva pesato certamente sul suo benessere psichico e sulla capacità di reggere lo stress causato dall’università.

A una conoscente Francesco Pantaleo aveva riferito di dover preparare l’ultimo esame. Tra i colleghi circola voce che fosse quello di Elettrotecnica del 23 luglio. Ma questo non avrebbe potuto essere quello finale della sua carriera, perché propedeutico allo svolgimento di altri. Forse il giovane aveva mentito a tutti, compresi i suoi genitori, sui tempi della laurea. Bugie che alla lunga sarebbero diventate troppo pesanti da sopportare.

Francesco Pantaleo, scomparso e morto carbonizzato a Pisa: cosa non torna dell’ipotesi suicidio

Il fascicolo è stato aperto per il reato di istigazione al sucidio, che permette agli uomini dell’Arma, coordinati dal procuratore Alessandro Crini, di eseguire tutti gli accertamenti del caso. Si tenterà prima di tutto di accedere ai dati del computer dello studente. Prima di sparire il giovane aveva cancellato ogni informazione dal pc. Di particolare interesse saranno le chat di social network e videogiochi online.

Ancora saranno effettuate delle verifiche sullo smartphone, la cui geolocalizzazione era stata disattivata, e le analisi del terreno su cui è stato ritrovato il corpo carbonizzato di Francesco Pantaleo. “Qualcosa abbiamo trovato“, avrebbe confidato un investigatore a Repubblica.

Gli esiti dell’esame tossicologico e dell’autopsia potrebbero inoltre chiarire nuovi punti oscuri. Dalla tac è emerso che non ci sarebbero ferite precedenti alle fiamme, come ipotizzato in precedenza, visti i segni sulla gola del ragazzo.

Poi ancora bisognerà capire perché il ragazzo non avesse con sé gli occhiali da vista, lasciati a casa, e perché i cani molecolari hanno fiutato il suo odore alla stazione di San Rossore. Infine, il corpo è stato trovato senza scarpe, e fa sorgere nuovi dubbi anche l’assenza di taniche e bottiglie nelle vicinanze, utili per appiccare l’incendio.