Funerale Paolo Rossi, l’ultimo saluto al campione del mondo

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Marco Tardelli, Giancarlo Antognoni, Antonio Cabrini e Fulvio Collovati, compagni di nazionale di Paolo Rossi nella vittoria del Mondale ’82, sono tra coloro che hanno portato il feretro di Paolo Rossi nella cattedrale di Vicenza, dove si è tenuto il funerale dell’ex calciatore.

All’esterno della cattedrale, i cori della gente ad intonare ‘Paolo, Paolo…’. Numerose le persone che hanno voluto portare l’ultimo saluto al campione. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha deposto una maglia azzurra della nazionale italiana con il numero 20 sul feretro di Paolo Rossi, davanti all’altare del Duomo di Vicenza, prima dell’inizio della cerimonia.

“Paolo ha vissuto la malattia con il garbo e la discrezione di sempre. La sua grandezza è stata di essere un fuoriclasse, ma mai un personaggio. Ora ti allenarsi nella Coverciano del cielo”. Così il sacerdote nell’omelia durante il funerale di Paolo Rossi. “In una recente intervista diceva ‘appartengo ad una generazione per la quale i valori cristiani erano importanti: è stato chierichetto, ha iniziato a giocare nella squadra messa su del prete della parrocchia. Una settimana in seminario gli è bastata a fargli capire che quella non era la sua strada. Non sono un bigotto e credo fermamente che siamo di passaggio su questa terra, per preparare una vita futura. La sua fede era fatta di quotidianità, di gentilezza, rispetto, semplicità ed umiltà”. “Dopo la vittoria del mondiale in Spagna gli chiesero quale fosse stato il momento più bello. ‘La finale della finale – rispose -, durante il giro del campo con la coppa in mano mi vengo i crampi. Mi siedo su un cartellone pubblicitario e vedo sugli spalti la gente che si abbraccia. Questo fu il momento più bello, vedere la gioia che avevamo dato agli italiani’.

“Ho perso nono solo un amico, ma un fratello. Quante emozioni abbiamo condiviso. Hanno stravolto la nostra vita. Siamo stati parte di un gruppo, di ‘quel gruppo’”. Antonio Cabrini commosso ha salutato Paolo Rossi, suo ex compagno di nazionale e nella Juventus, durante il funerale. “Pensavo che avremmo camminato insieme ancora a lungo. Già mi manchi, mi mancano i tuoi scherzi, le tue parole di conforto, le nostre liti ed il tuo sorriso. Sono quelli come te che rendono bella l’amicizia. Non ti lascerò andare. Sarai sempre dentro di me, ti prometto di stare vicino a Federica ed ai tuoi figli, ma tu resta vicino a me”.

Presente anche Paolo Maldini, oggi dirigente del Milan: “La morte di Paolo mi ha colpito perché non sapevo della sua malattia e quindi è stato un fulmine a ciel sereno. Lui ha rappresentato il calcio italiano, non ha uguali in assoluto. Ho avuto la fortuna di giocarci insieme al Milan, lui a fine carriera e io giovanissimo”.