Alcuni disturbi possono essere alleviati o tenuti sotto controllo anche con un’alimentazione mirata: è il caso dell’endometriosi, una patologia di cui nel nostro paese soffrono circa 3 milioni di donne.

Benché se ne parli poco, l’endometriosi è una patologia che colpisce in modo più o meno grave circa il 10% delle donne in età fertile, ed è causata dal distacco di cellule dell’endometrio (il tessuto che riveste la parete interna dell’utero e si sfalda durante la mestruazione) che trasmigrano in sedi anomale – come le ovaie (90% per cento dei casi), i legamenti dell’utero, la cervice, l’appendice, la vescica, l’intestino, e perfino le ascelle, il diaframma o il polmone – dove si impiantano, comportandosi come se fossero all’interno dell’utero.

La prima cura è un’alimentazione corretta

Chi soffre di endometriosi deve innanzitutto correggere la dieta, riducendo il consumo di carni rosse e bianche e in generale di animali da allevamento, spesso infarciti di estrogeni che favoriscono lo sviluppo dell’endometriosi e latticini (escluso lo yogurt); da eliminare sono anche gli alimenti e le sostanze allergizzanti o infiammanti come le solanacee in genere (tabacco compreso), caffeina, spezie, zucchero, alcolici.

Ammessi, tra i cibi di origine animale, il fegato (ricco di vitamine del gruppo B) e i pesci grassi, che contengono prostaglandine naturali, utili contro il dolore. Molto indicati sono i cibi ricchi di nutrienti, fibre e antiossidanti, come carote, tutta la famiglia dei cavoli (broccoli, cavolo verza ecc.), erbette e spinaci, leguminose come piselli e fagioli, semi, cereali integrali e frutti come le mele, il melone, gli agrumi e le albicocche, ricchi di vitamine.

Da bandire invece la soia, per il suo alto contenuto estrogenico. Ottima anche un’integrazione con vitamine naturali: la C (antinfiammatoria e antistress: da 1000 a 3000 mg al giorno), il complesso B (aiuta il fegato a smaltire gli estrogeni e sostiene il sistema nervoso: 50/100 mg al giorno) e gli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6.

I rimedi naturali per l’endometriosi

Tra i fitoterapici è utile la Dioscorea villosa: ricca di diosgenina, una sapogenina simile agli ormoni umani, aumenta la produzione di progesterone, normalizzando il rapporto estrogeni-progesterone. In commercio sono reperibili creme a base di progesterone naturale estratto dalla dioscorea, che hanno dato buoni risultati: vanno spalmate sulla pelle (sotto le ascelle o sul palmo della mano) a partire dal 6° giorno del ciclo fino alla comparsa del mestruo.

Molto indicate sono anche le piante epatiche – in particolare tarassaco, bardana e cardomariano, da usare in tisana assieme alla spirea ulmaria (antinfiammatoria e antidolorifica) e all’achillea (antiemorragica). Si assumono in tisana, ponendo un cucchiaio della miscela di erbe in  una tazza d’acqua bollente, lasciare in infusione per 15 quindici minuti, filtrare  e dolcificare con miele d’acacia. Se ne bevono tre tazze al giorno.

L’omeopatia

I rimedi omeopatici indicati comprendono: Silicea per frenare la proliferazione delle cellule endometriali, Magnesia Phosphorica per i dolori crampoidi e KaliPhosphoricum per contrastare l’anemia e la debolezza. Diluizione e dosi vanno concordate con il medico omeopata caso per caso.