Il nostro organismo è composto di cellule viventi, per cui è chiaro che queste cellule ricavano più nutrimento dagli alimenti vivi, le cui sostanze naturali e l’energia sono intatti.

E’ importante che gli alimenti non siano stati contaminati da processi artificiali, come la cottura e la conservazione. In questo caso parliamo di alimenti morti, che sono stati snaturati e privati della loro vitalità ed energia naturali. Infatti, l’organismo trae maggiori benefìci dagli alimenti semplici, più facili da digerire e che contengono più nutrienti.

Ortaggi, frutta e cereali freschi sono ricchi di proprietà nutrizionali che quelli lavorati industrialmente hanno perso per sempre.

I trattamenti che vengono utilizzati soprattutto per rendere il cibo conservabile lo privano inevitabilmente della sua carica vitale: secondo la dottoressa Marilù Mengoni, nutrizionista e psicologa, farine, scatolame e prodotti disidratati o sottovuoto non solo non apportano particolari benefici, ma addirittura provocano danni a lungo termine suo nostro organismo.

Secondo il metodo di Psicoalimentazione da lei ideato, l’ideale è nutrirsi prevalentemente di alimenti in grado di germogliare e, pertanto, non trattati con procedimenti chimico-fisici di raffinazione che distruggono principi nutritivi preziosi per la nostra salute come sali minerali, vitamine idrosolubili, pigmenti, sostanze antiossidanti, enzimi ed ormoni. Grano, riso integrale e farro non perlato, ad esempio, oltre a legumi, verdura, semi oleosi e frutti freschi e a guscio dovrebbero costituire la maggior parte della dieta quotidiana.

La dottoressa Mengoni spiega che il valore energetico e metabolico degli alimenti “morti” corrisponde a calorie vuote, che possono renderci “obesi denutriti” perché totalmente prive di proprietà utili per il nostro corpo e che ad esso sottraggono quote considerevoli di vitamine, specie quelle del gruppo B, magnesio, manganese ed altri minerali, provocandone pericolose carenze: le farine, ad esempio, perdono completamente la vitalità dopo solo due settimane dalla macinatura dei cereali dai quali derivano.

L’ideale sarebbe produrle in proprio partendo dai chicchi vivi, procurandosi una macina a pietra reperibile in negozi specializzati o sul web. Anche le cotture, specialmente se ad alta temperatura, dovrebbero essere evitate, abituandoci a mangiare cibo crudo.

Proprietà e benefìci degli alimenti vivi

  • Sono una fonte di sali minerali e vitamine;
  • contengono proteine nella giusta dose;
  • la percentuale di grassi è bassa;
  • sono ricchi di carboidrati complessi (amidi), che vengono bruciati lentamente dall’organismo e che danno molta energia;
  • contengono grandi quantità di liquidi, che servono a disintossicare l’organismo;
  • sono ricchi di fibre, soprattutto di quelle solubili, che facilitano l’abbassamento del colesterolo e liberano l’organismo dai metalli pesanti, come il cadmio ed il piombo;
  • forniscono nutrimento agli organi;
  • rivitalizzano le cellule;
  • procurano energia e vigore;
  • rendono più ricco il sangue;
  • rinvigoriscono il sistema immunitario;
  • rallentano il processo di invecchiamento;
  • regolano il peso corporeo.

Gli alimenti vivi sono da preferire

Non occorre che tutta la nostra dieta consista in frutta e verdura cruda, ma questo rimane un sano concetto di base che deve far riflettere. Le nostre scelte dipendono dalle decisioni su cosa vogliamo mangiare per stare bene ed in salute. Preferire alimenti più sani e più semplici è importante per renderci più responsabili verso noi stessi e per avere rispetto per il nostro corpo. Ci può aiutare anche il costante aumento della disponibilità e della qualità degli alimenti naturali per avere la possibilità di usufruire dei molti benefìci che offrono e di assimilare e mescolare, alla nostra, l’energia in esse contenuta.