Si sa che consumare troppo sale è nocivo per l’organismo, soprattutto perché può provocare disturbi cardiovascolari. Un recente studio pubblicato su Cell, ha però sottolineato gli effetti negativi del troppo sale anche sul cervello.

I dati evidenziano la correlazione tra neuroni e flusso sanguigno nel cervello. Lo studio, innovativo e accurato, apre la strada a nuovi approcci scientifici, con cui in futuro sarà possibile approfondire e studiare altre malattie che possono coinvolgere la sfera cerebrale.

Scientificamente si chiama accoppiamento neurovascolare o iperemia funzionale, e in parole povere si tratta dei neuroni che nel momento in cui vengono attivati aumentano il flusso sanguigno attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni nel cervello (che si chiamano arteriole).

Sale e cervello: come cambiano le funzioni del nostro corpo

La ricerca fa emergere un dato importante: il cervello viene stimolato e influenzato dal sale e il team di esperti ha sviluppato un protocollo di tecniche chirurgiche d’avanguardia per studiare a fondo ciò che accade nell’ipotalamo, la zona del cervello coinvolta in funzioni primarie del nostro organismo come mangiare, bere e controllare la temperatura corporea.

I ricercatori hanno evidenziato che con l’assunzione del sale cambia il flusso sanguigno che raggiunge l’ipotalamo e ciò accade perché l’organismo mette in atto una serie di meccanismi per compensare la presenza del sale, lavorando senza sosta per abbassare i livelli di sodio nel corpo.

Il ruolo del sale nelle funzioni vitali del nostro organismo

Durante questi processi, i neuroni del cervello rilasciano un ormone antidiuretico chiamato vasopressina, che si occupa proprio della regolazione di sale nel nostro corpo. Non a caso gli specialisti attribuiscono più del 50% della responsabilità dell’ipertensione proprio al sale che viene assunto in eccesso.

Quando l’organismo riceve sale in eccesso quindi, si innesca l’attivazione dei neuroni della vasopressina, meccanismo che – nel caso diventi eccessivo – può portare a danni ai tessuti del cervello, causati a loro volta dall’eccessiva ipossia.

Un meccanismo profondo e a caduta libera, che comincia dall’assunzione del sale e può sfociare in problemi di salute ben più gravi e importanti. Questa ricerca potrebbe portare gli scienziati a sviluppare cure per disturbi gravi quali obesità, patologie neurodegenerative o la depressione.