Glicine, guida pratica e consigli utili da seguire per la coltivazione

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Originario della Cina e della Mongolia, il glicine è un fiore molto diffuso nell’Estremo Oriente, noto e apprezzato fin dall’antichità. In botanica è chiamato Wisteria sinensis, appartiene alla famiglia delle Fabacee ed è una pianta di vite legnosa che si sviluppa molto rapidamente, aggrappandosi a tutto quello che trova e seguendo un fantasioso movimento a spirale. Proprio questa sua caratteristica fa sì che il glicine simboleggi la longevità e, in alcuni casi, pure l’immortalità.

I suoi fiori sono davvero stupendi, riuniti in grappoli e con tonalità che variano dall’azzurro chiaro al violetto. Caratteristica, questa, che avvicina la pianta alla figura della dea della bellezza Venere, diventando un simbolo di sensualità e di femminilità.

Il glicine è anche simbolo di amicizia e riconoscenza. Gli antichi imperatori giapponesi erano soliti portare con sé questi fiori quando erano in viaggio di rappresentanza per raggiungere delle terre straniere come segno di pace e un augurio di serenità tra i regni. I grappoli floreali di questa pianta, infatti, sembrano proprio rappresentare metaforicamente una sorta di inchino volto a rendere omaggio e a mostrare rispetto.

Ma c’è anche una leggenda tutta italiana intorno al glicine. Si narra che una giovane pastorella di nome Glicine si disperasse per il suo aspetto, sentendosi più brutta delle altre giovani del suo paese. Un giorno, mentre piangeva sconsolata in mezzo a un prato, Glicine si accorse che dalle sue lacrime era nata una pianta dalla fioritura meravigliosa e dal profumo inebriante. La giovane si sentì subito meglio, orgogliosa di aver dato origine a una pianta tanto bella, ovvero il glicine.

Come curare il glicine, potatura e consigli per la coltivazione

Prima di coltivare il glicine è necessario sapere che le sue radici, come quelle di alcuni alberi comuni, come il noce o il gelso, necessitano di spazio. Si sviluppano velocemente, riempiendo con altrettanta rapidità gli spazi a disposizione e se a ridosso di marciapiedi o pavimenti potrebbero arrecare dei danni.

La coltivazione del glicine non richiede grandi capacità, è una pianta facile e che si adatta bene a molte situazioni anche difficili. La Wisteria si adatta bene ad essere formata su qualsiasi supporto sia offerto, pareti, pergole, ringhiere, alberi e molto altro ancora. Ricambia le attenzioni che uno le dedica con una crescita vigorosa. Con potature regolari e fatte da mani di giardinieri esperti, possiamo incoraggiare la pianta a produrre fiori in abbondanza. Dobbiamo prestare particolare attenzione durante i primi due anni di formazione in modo da creare la struttura base che la pianta assumerà in futuro, quando raggiungerà dimensioni maggiori. L’ideale sarebbe formare una wisteria giovane appena proveniente da un vivaio specializzato, con rami ancora morbidi ma alcune volte ci troviamo in giardino, per nostra fortuna, alcuni esemplari già maturi e di notevoli dimensioni. In questo caso le cose cambiano ma non dobbiamo perderci d’animo.

Nonostante sia una pianta rustica e resistente alle basse temperature, un clima rigido con temperature sotto lo zero per diversi giorni consecutivi potrebbe provocare dei danni alla pianta. In alcuni casi meglio proteggere la pianta dal gelo diretto con protezioni adeguate in modo da evitare o contenere eventuali danni. Se però, ci troviamo in Toscana o in zone a clima mite e temperato, come le aree costiere, non dobbiamo avere troppi timori, la nostra wisteria avrà pochi problemi nella crescita e nella fioritura.

La sua fioritura rappresenta uno degli innumerevoli i tesori della regione Toscana, particolarmente colorata e profumata soprattutto durante la stagione primaverile.

Per realizzare un glicine con fusto intrecciato a forma di alberello e con una chioma ad ombrello è necessario mettere a dimora due o tre fusti di glicine ravvicinati, preoccupandosi di sostenerli con un supporto in modo tale che possano crescere e intrecciarsi tra loro fino a formare un’unica pianta, con un unico tronco dell’altezza che desideriamo.

Raggiunta l’altezza desiderata si dovranno disporre dei sostegni della forma che preferiamo, che possano guidare la formazione della chioma almeno nel periodo iniziale. Una volta che le ramificazioni si saranno sviluppate a sufficienza, sarà necessario diminuire la loro lunghezza , in modo tale da farli lignificare e definire la forma definitiva della nostra pianta. La potatura ha lo scopo di stimolare la produzione di rami laterali che riempiranno la chioma rendendola più folta. Una volta lignificato il tronco sarà più resistente e quindi si potranno toglier i sostegni inseriti eliminandoli gradualmente.

Per mettere a dimora una pianta di wisteria in piena terra sarà necessario acquistare un esemplare di alcuni anni. Nel caso si intenda coltivare il glicine in vaso, sarà necessario limitare la parte aerea con costanti potature, per evitare che l’apparato radicale si sviluppi eccessivamente rispetto al contenitore nel quale si trova. Inoltre, sarà opportuno programmare dei rinvasi della pianta con cadenza regolare per dare nuova linfa e uno sviluppo armonioso alla pianta.

L’irrigazione del glicine dipende necessariamente dalla stagione e dall’età della pianta. In estate e con piante più giovani l’irrigazione deve essere abbondante e con frequenza almeno settimanale. Durante il periodo invernale, si provvederà a ridurla fino a sospenderla quasi completamente. Per piante mature, se si trovano in vaso, l’irrigazione sarà sempre necessaria ma con frequenza ridotta rispetto ad una pianta giovane, se si trovano in piena terra, l’irrigazione potrà essere anche eliminata, poiché la pianta provvederà in autonomia a reperire le risorse idriche necessarie al proprio sostentamento.

Come curare il glicine, potatura e consigli per la coltivazione

L’apporto di sostanze nutritive al glicine, dipenderà dalla stagione, dalle esigenze colturali e all’età della pianta stessa. La potatura del glicine deve essere effettuata almeno due volte all’anno, una durante la stagione invernale di formazione e ripulitura delle parti secche, l’altra durante la stagione estiva per sfoltire le parti verdi in eccesso e limitare la crescita eccessiva della pianta.

La potatura invernale deve essere effettuata preferibilmente durante i mesi di gennaio o febbraio. La potatura più importante è effettuata in questo periodo per diversi motivi: la pianta è in dormienza o riposo, quindi sopporterà veglio i tagli anche se talvolta vigorosi; senza le foglie si percepisce meglio la forma della pianta e quali saranno le parti da eliminare per dare spazio e luce ai fiori e ai rami che verranno.

In questa circostanza potrà essere necessario eliminare alcuni rami più vecchi completamente per mantenere la pianta sana e vigorosa. Altri potranno essere accorciati, in questo caso sarà opportuno effettuare i tagli in prossimità di nuovi rami in salute di parti più promettenti. In piante che vengono potate con regolarità, i rami dovranno essere accorciati con una cesoia affilata lasciando solamente 4-6 gemme. In ogni caso, durante l’inverno è vivamente sconsigliato eliminare più del 25% dell’intera pianta in una sola stagione. In questo caso ci sarà un’eccessiva risposta vegetativa a scapito della fioritura che potrà essere molto limitata.

La potatura estiva deve essere invece effettuata durante i mesi di luglio o agosto. Viene effettuata per prevenire l’eccessiva crescita dei rami nuovi dove non desiderato, sulle finestre, sopra il tetto, dietro le tende dei pergolati. E’ particolarmente indicata per giovani piante che devono essere ancora formate del tutto. Potare in questo periodo favorisce la circolazione dell’aria e l’ingresso della luce per la nuova vegetazione. E’ proprio in estate che la pianta necessita delle condizioni ottimali per preparare la fioritura dell’anno successivo. Lasciare libera la pianta andrà a scapito della fioritura. In questa circostanza sarà importante ridurre rami lunghi della nuova vegetazione, lasciando 6-7 gemme sullo stesso ramo.

La coltivazione in vaso del glicine prevede l’utilizzo di vasi di adeguate dimensioni rispetto al risultato che si vorrà ottenere in modo tale da consentire alla pianta di crescere, programmando l’operazione del rinvaso ad intervalli regolari, al momento in cui noterete che la terra a disposizione della pianta si sia notevolmente diminuita.

Nel caso abbiate acquistato una pianta che sia stata prodotta da un seme e non per talea o innesto, è possibile che per molti anni questa non produrrà alcun fiore. Solo dopo circa dieci anni, in alcuni casi anche oltre, la wisteria darà i suoi tanto desiderati fiori.

Tra i tanti significati che sono stati attribuiti al glicine nel corso del tempo, uno spicca sugli altri: segno di disponibilità e prova di amicizia. I suoi rami e i suoi fiori pendono verso terra come simbolo di umiltà e rispetto.

Come stimolare la fioritura

Quando lasciate crescere una pianta di wisteria su di un supporto verticale, questa svilupperà molti rami con molte foglie e pochi fiori. Quando avrà raggiunto l’apice del supporto che le avete fornito e inizierà a ramificare verse il basso o in orizzontale, allora la quantità di fiori aumenterà. Quindi, per ottenere una fioritura abbondante sarà opportuno far crescere i rami principali in orizzontale, con rami secondari che ricadono verso il basso. Inoltre, con potature mirate sui germogli laterali in inverno ed in estate, otterrete speroni corti dove i fiori saranno prodotti con abbondanza.