Il glifosato è uno degli erbicidi più usato al mondo, essendo molto efficace ma soprattutto tra i meno tossici rispetto ad altri prodotti. Lo si trova spesso nella pasta, la legge italiana ne ammette una certa quantità.

Non è comunque innocuo per l’uomo: l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione lo ha classificato nel gruppo 2A, tra i probabili cancerogeni. In Svizzera una rivista di settore ha appena effettuato dei test su della pasta venduta anche in Italia e ha riscontrato la presenza di glifosato – sempre sotto la soglia consentita – in quattro marche.

Un gruppo di esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha analizzato tutti gli studi sul tema e, nel 2015, ha inserito il glifosato nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene” (categoria 2A).

Nella stessa lista ci sono, tra gli altri:

  • il DDT;
  • gli steroidi anabolizzanti le emissioni da frittura ad alta temperatura;
  • le carni rosse;
  • le bevande bevute molto calde;
  • le emissioni prodotte dal fuoco dei camini domestici alimentati con biomasse, soprattutto legna.

Si tratta di sostanze per cui ci sono prove limitate di cancerogenicità negli esseri umani, ma dimostrazioni più significative nei test con gli animali.

Marche di paste con tracce di glifosato: quattro vendute in Italia

La rivista mensile svizzera K-Tipp ha condotto dei test sulla pasta venduta al supermercato, prendendo in esame 18 pacchi di marche diverse: 13 convenzionali, 5 biologici.

Le analisi in laboratorio hanno consentito di trovare residui in 10 dei 13 prodotti convenzionali testati.

Si parla di livelli comunque entro i limiti di legge, quindi i prodotti non sono stati ritirati. I ricercatori svizzeri, però, hanno precisato che non significa che queste sostanze siano salutari.

Tracce di glifosato sono state trovate in 4 marche vendute anche in Italia:

  • Agnesi (pacco di pasta analizzato: tagliolini)
  • Divella (pacco di pasta analizzato: spaghetti);
  • Garofalo (pacco di pasta analizzato: spaghetti);
  • Lidl Combino (pacco di pasta analizzato: tagliatelle).

Anche se le marche in cui vengono riscontrate tracce di pesticidi possono essere differenti da indagine ad indagine, così come da campione a campione, lo scenario che delineano è abbastanza chiaro: non ci siamo ancora liberati del glifosato e di altre sostanze controverse presenti nel cibo.