Gonfiore dopo i pasti: ecco i consigli per ridurlo

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Che le si dia il nome di “colite”, di “intestino irritabile” o semplicemente di “pancia gonfia”, il problema è sempre lo stesso: spesso all’improvviso, anche dopo aver mangiato pochissimo (magari anche cibi indiscutibilmente sani), si avverte un fastidiosissimo e, apparentemente, inspiegabile gonfiore addominale.

Non si tratta solamente di un disturbo estetico, ma di un vero e proprio disagio, legato ad una tensione addominale costante che ci appesantisce e non ci dà tregua, spesso associato anche a crampi addominali, stitichezza o diarrea, flatulenza, meteorismo, ecc.

C’è chi dà tutta la colpa allo stress o al mangiare di fretta, senza prendersi le dovute pause. Sicuramente questi fattori sono anch’essi concausa del disturbo, ma c’è di più.

A volte, il palloncino che cinge il girovita non è una questione di grasso accumulato, ma semplicemente di gonfiore, legato a un apparato digerente “in crisi”. L’intestino è appesantito da scorie o ha comunque perso la sua regolarità e la capacità di depurarsi, oppure è irritato e rallentato dal continuo contatto con alimenti che non favoriscono il suo buon funzionamento. Ecco perché, per migliorare la silhouette sul punto vita, è essenziale depurarlo a fondo, e concedergli qualche giorno di “quiete” con un programma che aiuti a eliminare le tossine. Ripulire l’intestino, poi, significa anche riattivare il metabolismo e la circolazione linfatica, con effetti positivi sul peso e contro i ristagni.

Serve una settimana detox di riposo intestinale

Alcuni alimenti possono essere di grande aiuto per disintossicare il colon e appiattire il ventre come ad esempio il finocchio, per le sue proprietà carminative e digestive, l’ananas, per la sua azione diuretica ed alcalinizzante, la cannella, per l’azione sul meteorismo e la regolarità intestinale. Punta anche su alghe, agrumi, carne bianca e pesce azzurro, carote, zucchine, insalate a foglia corta (come il soncino), curcuma, frutta secca, frutti di bosco, olio extravergine a crudo, riso scuro, mele cotte, uova, yogurt bianco e zenzero.

Bisogna poi evitare di abbinare nello stesso pasto ortaggi e frutta e idratarsi molto nel corso della giornata, per sfruttare al massimo gli effetti delle fibre dei vegetali. Se assunte a secco, le fibre possono avere un effetto controproducente che può irritare e intasare l’intestino. I liquidi lubrificano la massa facilitandone il passaggio. Per evitare i gonfiori bisogna poi cercare di ridurre al massimo zucchero e dolciumi ed eliminare per 72 ore i cereali raffinati.

Gli alleati naturali che combattono il gonfiore cronico

Per il gonfiore post prandiale un ottimo rimedio naturale è il gemmoderivato di Juglans regia, che riduce le fermentazioni dovute alla disbiosi intestinale. Si prende nella dose di 40 gocce prima di pranzo, per 20 giorni con sospensione di dieci prima di un’eventuale ripresa. Nei casi in cui il disturbo si presentasse frequentemente è possibile prevedere una assunzione a cicli del gemmoderivato Vaccinium vitis idaea, l’estratto di mirtillo, nella dose di 40-50 gocce prima di colazione, per 20 giorni al mese. Un buon consiglio è anche quello di sorseggiare dopo i pasti una tisana di foglie di melissa,  ricca di oli essenziali, mucillagini e tannini. La melissa è un “tranquillante” naturale: riduce gli spasmi della muscolatura liscia (che si manifestano, per esempio, con i crampi addominali) e aiuta a rimuovere gli accumuli di gas nel tubo digerente, soprattutto quando si mangia in maniera pesante e frettolosa. La melissa inoltre ha proprietà rilassanti che sono utili se il gonfiore è collegato a un accumulo di tensione e stress.