Rischia di trasformarsi in un venerdì nero per i porti italiani l’entrata in vigore il 15 ottobre dell’obbligo di Green pass nei posti di lavoro.

Per il 15 ottobre è previsto un blocco dei porti che, come annunciato dal comitato dei lavoratori del Porto (Clpt), potrebbe andare avanti “a oltranza”. Ma nelle ultime ore, Alessandro Volk, componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, ha aperto al dialogo col governo.

“Siamo determinati sulle nostre posizioni, ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque”, ha detto Volk, dettando una condizione: nel caso in cui il governo decidesse di posticipare l’obbligo di green pass, lo sciopero del 15 ottobre sarebbe annullato.

Green pass, chiesta proroga per l’obbligo

“Prenderemmo nota e ci adegueremmo – ha sottolineato Volk – non avrebbe senso domani bloccare il porto. Se ad esempio il governo proponesse una proroga al 30 ottobre sarebbe una mossa intelligente da parte del governo per prendere un po’ di tempo e trovare poi una soluzione”.

C’è la massima attenzione da parte del Viminale su possibili disordini. Il ministero che, d’intesa con palazzo Chigi, ha dato indicazioni chiare agli apparati di sicurezza. Anche perché la linea, è il messaggio che fonti di governo continuano a ribadire, non cambia: si va avanti con il green pass.

Ha accennato a una proroga anche il presidente di Assologistica-Confindustria Umberto Ruggero in relazione alla “tempesta perfetta” di venerdì 15 ottobre: potrebbe mancare il 30-40% del personale, in un settore già “cronica carenza di personale”. Per questo, chiede al governo almeno una proroga per l’entrata in vigore dell’obbligo, così da concordare nuove regole per la logistica, riporta SkyTG24.

Rischio blocco anche per autotrasportatori

Il fronte del no al Green pass, inoltre, ha investito anche il settore degli autotrasportatori. Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè ha dichiarato al Corriere della Sera: “Stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Ci auguriamo di no, ma ne stiamo discutendo”.

Secondo il segretario generale di Trasportounito Maurizio Longo, da venerdì 15 ottobre “mancheranno all’appello circa 80.000 conducenti distribuiti su 98.000 imprese iscritte all’albo; ciò determinerà ritardi delle consegne, circa 320.000 ore/giorno in più rispetto allo standard giornaliero”.

L’associazione nazionale di categoria degli autotrasportatori, Assotrasporti, insieme a Eumove, associazione paneuropea per la mobilità, ha dichiarato: “Se il Governo intende procedere in questa direzione, è giusto e doveroso pretenderne l’esibizione da parte di tutti i lavoratori che operano sul territorio nazionale, italiani o stranieri che siano”.

Lo ha detto Secondo Sandiano, presidente Assotrasporti e vice presidente vicario di Eumove. Il nodo, infatti, riguarda gli autotrasportatori esteri, per i quali non vige al momento l’obbligo del pass.

Per il 15 e 16 ottobre, quindi, si concretizza il rischio che l’intero trasporto in Italia si blocchi.

Proprio per questo, le forze di polizia in vista del “prossimo impegnativo periodo” dovranno “intensificare le attività di prevenzione delle possibili cause di turbativa, con il rafforzamento dei dispositivi di osservazione e di vigilanza del territorio e degli obiettivi sensibili, nonché dei servizi di monitoraggio dei siti web e dei social network, anche per garantire a tutti la libertà di manifestare pacificamente e nel rispetto delle regole”. Lo ha affermato il Viminale dopo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto oggi.