Green pass europeo: c’è il via libero definitivo

Green pass europeo, c'è una data per l'Italia: via il 15 giugno

Smartphone displaying a valid digital vaccination certificate for COVID-19 in male's hand, downtown and city bus in background. Vaccination, immunity passport, health and surveillance concepts

Il green pass europeo serve come esenzione da test obbligatori e quarantene quando si arriva in uno stato estero. Dal 1° giugno può essere emesso dagli stati membri dell’Ue, che grazie alla piattaforma Gateway potranno riconoscere quelli degli altri. Il 1° luglio entra in vigore a tutti gli effetti il regolamento che istituisce il certificato Covid digitale come diritto di tutti i cittadini Ue. Vediamo nel dettaglio cosa fare per ottenerlo e viaggiare liberamente.

Il via libera definitivo al certificato Ue è arrivato l’8 giugno dal Parlamento europeo, che ha approvato il pass che permetterà alle persone di tornare a circolare tra i Paesi dell’Unione. Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio Ue e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per l’entrata in vigore e l’applicazione immediata dal primo luglio 2021. Il regolamento resterà in vigore per 12 mesi. Oltre ai Paesi Ue, all’accordo sul green pass hanno aderito anche Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

Il certificato Covid sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. È valido per chi si è sottoposto al vaccino, a partire da 14 giorni dall’ultima dose, o per chi ha contratto il virus e si è poi negativizzato. Può ottenerlo anche chi si sottopone a un test molecolare o rapido certificato, con una validità temporale limitata, di 72 ore nel primo caso e di 48 ore nel secondo.

Con la vaccinazione completa, ovvero con due dosi di AstraZeneca, Pfizer e BioNTech e Moderna, e una dose per Johnson & Johnson – sono questi gli unici farmaci finora approvati dall’agenzia europea del farmaco Ema – il green pass per i vaccinati durerà nove mesi. La prima dose del vaccino potrebbe essere considerata sufficiente da alcuni stati per emettere il green pass, e lo stesso requisito dovrà essere applicato per accettare i green pass esteri.

Chi è guarito dal Covid-19 dovrebbe essere esentato da test e quarantene a partire all’estero dall’undicesimo giorno dopo il primo test molecolare positivo, dunque una volta terminato il periodo di contagiosità. In questo caso il certificato digitale ha validità di sei mesi. Chi non ha mai contratto la malattia, come già detto, può invece sottoporsi a un tampone, ma in quel caso la durata del green pass è di 72 ore per il tampone molecolare o 48 ore per quello antigenico.

Il green pass non costituisce una condizione preliminare per la libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio. Non garantisce un via libera per tutti i viaggi da e per tutti i 27 Paesi dell’Unione europea. È previsto infatti un meccanismo di blocco in cui, all’aumentare dei contagi, i singoli stati possono decidere di far entrare nei propri confini solo le persone negative ai tamponi, facendo cadere la possibilità per chi è vaccinato o si è negativizzato di non sottoporsi ai test. Questo può succedere in particolare dove è segnalata un’elevata presenza di varianti del coronavirus che destano preoccupazione.

In Italia il green pass parte il 15 giugno, come ha spiegato Massimo Garavaglia, ministro del Turismo. “Sarà un modello informatico, ma finché non entrerà in funzione potrà essere sostituito da un documento cartaceo”. Le regole però potranno variare da Paese a Paese, con misure meno rigide decise dai singoli governi. In Italia è previsto l’utilizzo delle app Io e Immuni per consultare il certificato.