La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese si è recata a Torino insieme al capo della Polizia Lamberto Giannini per partecipare insieme al prefetto Claudo Palomba e al questore Giuseppe De Matteis al comitato provinciale per la sicurezza pubblica sulla questione No Tav. Durante la conferenza stampa, la numero uno del Viminale ha fatto alcune precisazioni sul Green pass e su un importante limitazione per gli esercenti. Ne dà notizia l’Ansa.

Green pass: in bar e ristoranti non può essere richiesta la carta d’identità

La ministra ha sottolineato che dovranno essere gli esercenti a dover provvedere a richiedere la certificazione all’ingresso di bar e ristoranti. Tuttavia “non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti”.

Si tratta infatti di una prerogativa delle forze dell’ordine. A riguardo, ha annunciato, “è in via di preparazione una circolare” che chiarirà cosa può essere richiesto dai proprietari dei locali ai clienti.

Il documento spiegherà che gli esercenti “non sono tenuti a chiedere la carta d’identità” perché “i ristoratori non devono fare i poliziotti“, ha spiegato durante l’incontro con i giornalisti.

All’ingresso dei locali, dunque, non potrà essere verificata direttamente la corrispondenza tra il Green pass presentato e l’identità della persona che lo mostra, considerando che dopo la scansione del Qr code non si ha accesso a una foto di riconoscimento del proprietario.

Green pass: solo le forze dell’ordine possono chiedere i documenti d’identità

“Il rispetto delle regole è importante”, ha dichiarato Luciana Lamorgese. E non sono esclusi “controlli a campione nei locali insieme alla Polizia amministrativa”.

“Non si può pensare che l’attività di controllo per il Green pass venga svolta dalle forze di polizia. Significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario, che è garantire la sicurezza”, ha sottolineato la ministra Luciana Lamorgese.