Il Burro nel caffè è un trend alimentare che ha spopolato prima negli Stati Uniti d’America e poi in Gran Bretagna e che, pian piano, si sta diffondendo anche in Italia.

Si tratta di un trucco che permette di rendere il tradizionale caffè espresso una bevanda davvero speciale! In grado di bruciare calorie, aumentare la concentrazione e lasciare sazi fino all’ora di pranzo.

Il caffè al burro fa parte di una più ampia convinzione alimentare firmata Dave Asprey che ha brevettato un regime sotto il nome di “Bulletproof diet”, ovvero “dieta a prova di proiettile”.

Il ricco imprenditore ha avuto la geniale intuizione durante un viaggio in Tibet quando gli è stato offerto il tradizionale tè al burro yak e ben presto ha commercializzato il caffè al burro promettendo che questa speciale bevanda sia in grado di far perdere kg in eccesso, mantenere alta la concentrazione e dare grande sazietà e energia fino all’ora di pranzo…Una botta di circa 500 Kcal a colazione non è cosa da poco, non trovate?

Il burro assunto nel caffè sarebbe in grado di portare l’organismo in chetosi, uno stato per cui il nostro corpo non attinge alla riserva di carboidrati per trovare l’energia ma direttamente dai grassi.

Checché se ne dica, il burro ha numerose proprietà: tiene sotto controllo il colesterolo e grazie alla presenza del butirrato – un acido grasso saturo a catena corta – sarebbe in grado di prevenire le malattie neurodegenerative.

Oltre a ciò, messo nel caffè, e poi consumato in buone quantità nel corso della giornata, ci aiuterebbe a bruciare i grassi più velocemente rispetto a diete più tradizionali.

Per far sì che funzioni, esiste una doppia ricetta da seguire pedissequamente. La prima consiste nel preparare due espressi a cui aggiungere un cucchiaio di burro assolutamente non salato e uno di olio di cocco; la seconda prevede di mettere 2 cucchiai di chicchi di caffè da macinare in una tazza di acqua bollente: vanno poi aggiunti un cucchiaio di olio di cocco e uno di burro sempre non salato e poi si frulla tutto per 20 secondi.

La dieta Asprey o “bulletproof” si basa, dunque, su un elevato consumo di burro a cui aggiungere per pranzo proteine animali e verdure, e per cena anche un po’ di riso. Vanno assolutamente vietati cibi zuccherini come la frutta, dolcificanti, il glutine, i legumi, i latticini e bisogna sostituire l’olio di oliva con quello di cocco.

Questo regime alimentare estremo ha diviso l’opinione pubblica e gli esperti tuttavia bisogna ammettere che il caffè al burro ha trovato un certo riscontro: non è insolito – soprattutto negli States e in Gran Bretagna trovare sul menù delle caffetterie più moderne il “fat black” o il “bullet coffee”.

Dieta Asprey: come funziona

Ok, caffè al burro a colazione, ma per il resto della giornata? Burro come se piovesse! A pranzo si aggiungeranno proteine animali e verdure.

A cena proteine animali, verdure e un pugno di riso. Sono da escludere il glutine, i legumi, i latticini e i formaggi, ma soprattutto lo zucchero in ogni sua forma. Anche la frutta, quindi, è totalmente vietata. Ricordate che anche per cucinare dovrete usare olio di cocco e non olio di oliva.

PRANZO:

Il pranzo è caratterizzato da proteine animali e verdure condite con burro. La dieta si basa infatti sul concetto che il burro fa meno male dello zucchero e basa la sua efficacia sulla chetosi, un processo metabolico che si innesca quando il nostro organismo è in deficit di zuccheri nel sangue e comincia a utilizzare le riserve di grasso immagazzinate. 

CENA:

La cena sarà composta da proteine animali, verdure con burro e un pugno di riso in bianco.

Dieta Asprey e colesterolo

Uno studio di alcuni ricercatori dell’Ohio State University, afferma che, un’alimentazione prevalentemente a base di grassi (con zero carboidrati) non fa aumentare il tasso di colesterolo. Secondo questo studio l’organismo va addirittura ad erodere il grasso ingerito per far fronte alle richieste di zucchero del corpo.

Non mancano tuttavia le opinioni avverse. La più accanita sostenitrice della tesi che questa dieta sia dannosa è una nutrizionista della Boston University, scettica soprattutto per il tipo di colazione. Joan Salge Blake ha dichiarato che non bisogna credere che quella di Asprey sia la colazione dei campioni.

A fornire energia al cervello – ha precisato – non sono i grassi ma i carboidrati. Le persone continuano a bere il caffè al burro perché a loro piace, ma che aiuti a controllare il peso nel tempo è tutto da dimostrare“.

E’ innegabile che la comunità medica è preoccupata per l’eccessiva quantità di grassi assunti durante la giornata, soprattutto se si tiene conto che non si tratta di grassi buoni.

Altri esperti hanno invece fatto notare che un regime dietetico di questo tipo ha un senso solamente quando l’organismo è impegnato in un’attività molto intensa come la scalata di una montagna. Diversamente, sarà molto difficile che sia in grado di far perdere peso per chi conduce uno stile di vita “normale”.