Una ripresa della curva epidemica che preoccupa le autorità cinesi, tanto da fare scattare il lockdown a Changchun, capoluogo con 9 milioni di abitanti della provincia cinese di Jilin e subito dopo nella città di Shenzhen, sede di giganti della tecnologia come Huawei e Tencent, da 17 milioni di persone.

Dopo aver imposto la chiusura di locali non essenziali e vietato i pasti nei ristoranti, il governo di Pechino ha chiesto ai milioni di residenti, di quella che viene chiamata la ‘Silicon Valley cinese’,  di rimanere a casa a seguito del picco di contagi dovuti alla variante Omicron.

Il Covid fa di nuovo tremare la Cina: il punto sull’epidemia

La Commissione sanitaria cinese ha reso noto i dati, i più alti da febbraio 2020, parlando di un’ondata straordinaria di contagi a livello nazionale malgrado la ‘tolleranza zero’, con oltre 40 focolai, dovuti alla variante Omicron, che ha costretto le autorità a chiudere le scuole a Shanghai e bloccare diverse città del nordest.

“Da un punto di vista clinico, non importa se si tratta di sintomatici o meno, sono tutte persone infette positive al virus, e sono tutte contagiose”, ha spiegato Wu Jinglei, direttore della Commissione sanitaria di Shanghai.

Dei 1.807 casi domestici, quattro volte i 476 rilevati venerdì, 1.412 sono stati accertati nella provincia di nordest di Jilin, 175 nello Shandong e 62 nel Guangdong. La città di Jilin è stata parzialmente bloccata, con centinaia di quartieri sigillati, secondo quanto riferito dai media locali.

Per questo, secondo quanto riferito dalle autorità, Pechino introdurrà i test antigenici rapidi, finora limitati in Cina, per la prima volta dallo scoppio della pandemia da Covid-19, che saranno ora disponibili per normali cittadini e cliniche.