La pandemia di Covid-19 ha inciso profondamente nell’esistenza di chiunque, è un dato di fatto: tanti gesti e azioni tipiche della nostra “vecchia” quotidianità sono cambiati radicalmente.

Ciò che spesso non viene colto, invece, è quanto questo cambiamento ha inciso sulla nostra psiche. Alcuni recenti studi sembrerebbero infatti aver messo in evidenza come il Covid, inteso non come malattia ma come elemento culturale presente nelle vite di tutti e ormai permeatosi nell’immaginario collettivo, avrebbe cambiato addirittura il nostro modo di sognare.

Perché facciamo sogni più nitidi da quando c’è il Covid?

Purtroppo però, parliamo di un cambiamento tutt’altro che positivo, i sogni sarebbero infatti diventati mediamente più agitati e inquietanti rispetto al passato.

Il motivo alla base di questa trasformazione, secondo un recente studio realizzato dall’American Psychological Association, potrebbe essere individuato nella maggior diffusione dei sentimenti negativi.

Da sempre alla base di brutti sogni ed incubi, i sentimenti negativi provati nel corso della giornata, come ansia, tristezza e paura, negli ultimi due anni sarebbero diventati una costante nella vita di chiunque.

Come facilmente intuibile, il discorso riguarda in particolar modo chi vive in maniera più intensa della media il rapporto con il virus e la pandemia, come medici, operatori sanitari, soccorritori, malati e loro parenti, ma anche tutte quelle persone che, a causa della Covid, hanno perso o rischiano di perdere il posto di lavoro.

La scienza ci fa però notare come questi brutti sogni siano in realtà dei preziosi alleati per il nostro benessere psichico, svolgono infatti una funzione di vitale importanza, ovvero permettere al cervello di elaborare le emozioni negative , accumulate nel corso della giornata, diminuendone così la carica emotiva, principale responsabile dello stato di stress.

Ma i cambiamenti nel modo di sognare conseguenti al Covid non finiscono qui, ci sono altri elementi abbastanza significativi, segnalati da molte persone.

In tanti riferiscono di fare sogni molto più realistici e nitidi rispetto al passato, ciò potrebbe essere dovuto alle sopracitate peculiarità dei sogni in tempi di Covid, più paurosi, ma proprio per questo motivo più facili da ricordare, anche nei particolari.

Altri riferiscono di sognare più che altro persone incontrate in passato, come vecchi compagni di scuola, o persone non più in vita. Nulla di strano, dato che, ormai da due anni, viviamo una sorta di socialità ridotta, siamo portati più spesso ad attingere ai vecchi ricordi.

Ci sono, però, alcune strategie che possono aiutare. Create uno spazio per dormire che vi faccia sentire al sicuro e vi permetta di dormire bene. Andate a dormire sempre alla stessa ora, se possibile. E svegliatevi alla stessa ora: questo aiuta a regolare l’orologio biologico e potrebbe anche aiutare ad addormentarvi.

Inoltre, fate un’attività rilassante prima di andare a letto, in uno spazio senza luci forti: aiuta a separare il tempo del sonno dalle attività che possono causare eccitazione, stress o ansia e che possono rendere più difficile addormentarsi e avere un sonno sano e profondo.

Per lo stesso motivo, nelle ore che anticipano il sonno e appena svegli, evitate le notizie o i siti web di news che possono aumentare l’ansia. Questo vale anche per l’uso dello smartphone o di altre gadget elettronici. Provate a integrare l’esercizio fisico durante la vostra giornata. Se avete difficoltà a dormire, evitate i sonnellini, soprattutto nel pomeriggio. Non forzate il sonno. Di notte, se vi trovate svegli, evitate di lasciare che l’insonnia diventi un altro fattore di stress. Alzatevi dal letto e fate un’attività tranquilla altrove, finché non vi sentite pronti a provare a dormire di nuovo.