Gli uomini sono più colpiti e muoiono di più a causa del Covid19 rispetto alle donne, indipendentemente dalle condizioni di salute del paziente precedenti all’infezione. Ad oggi in Italia il 57% dei decessi a causa del virus riguarda i maschi.

La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Communications Medicine (edita da Nature) e condotto dalla School of Medicine del Mount Sinai, a New York. Lo studio si è basato sull’analisi di due gruppi di pazienti ricoverati in ospedali di New York in tutto il 2020.

È emerso che, in assenza di fattori di rischio pregressi, sono i maschi a rischiare di più, con una mortalità più elevata e rischio di finire in terapia intensiva. Inoltre, un uomo su quattro va incontro a ipossia, deficit di ossigeno nel corpo, rispetto a una donna su cinque.

Secondo i dati raccolti dall’Istituto superiore di sanità (Iss), nella risposta al Covid ci sono delle differenze importanti tra uomini e donne non solo nella mortalità, ma anche nell’insorgenza, nelle manifestazioni cliniche e nelle risposte ai trattamenti.

Per spiegare questo fenomeno l’Iss ha stilato una serie di ipotesi, che vanno dal maggior rischio cardiovascolare per gli uomini alla loro maggiore tendenza al tabagismo, fino alla questione ormonale.

Il fumo è uno dei fattori di rischio per sviluppare un quadro clinico più grave della malattia e gli uomini sono più portati a fumare delle donne. Il Covid- 19 provoca una grave infiammazione nell’apparato respiratorio e i tabagisti hanno uno stato infiammatorio cronico polmonare, che è alla base delle diverse malattie che li colpiscono.

In secondo luogo, gli uomini sono meno attenti all’igiene personale. Le donne sono più portate a dedicare una parte consistente della propria quotidianità nella cura del proprio aspetto e nella pulizia.

Inoltre le donne presentano malattie cardiovascolari in ritardo rispetto agli uomini grazie alla protezione fornita loro dagli estrogeni almeno fino alla menopausa e anche per una decina di anni a seguire. Quindi in caso di Covid, fino ai 50-60 anni, sono maggiormente protette da conseguenze pericolose.


E per di più le donne, come si sa ,sono tradizionalmente più attente alla salute e si vaccinano più degli uomini, il 55% dei vaccini risultava infatti, quest’estate, utilizzato dal sesso femminile.

Per quello che riguarda l’aggressività della malattia, il virus responsabile di Covid-19, come riporta il sito di Epicentro, penetra nelle nostre cellule legandosi al recettore ACE2 (Enzima di Conversione dell’Angiotensina), un enzima che regola la vasocostrizione delle arterie e si trova sulle cellule dell’epitelio polmonare dove protegge il polmone dai danni causati da infezioni, infiammazioni e stress.

Nelle donne in età fertile gli estrogeni sono in grado di ridurre la presenza del recettore ACE2 che è peraltro espresso da un gene sul cromosoma X; gli androgeni maschili sembrano invece svolgere un ruolo opposto nel tessuto polmonare dove infatti ACE2 è più rappresentato.