Il leone africano sta sparendo: In 100 anni crollato il 90% della popolazione

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Il re della foresta rischia di perdere il suo trono, per sempre: il WWF lancia l’allarme sull’estinzione della specie. Sono numeri preoccupanti quello che l’organizzazione ha diffuso, con ben il 90% di esemplari in meno nell’ultimo secolo. In soli cento anni, infatti, la popolazione di leoni in Africa è scesa da 200mila a meno di 20mila esemplari. Con un’accelerazione preoccupante negli Anni Novanta.

A minacciare la sopravvivenza di questa specie, da sempre simbolo di forza e coraggio, sono i cambiamenti climatici e l’uomo. Non solo, infatti, la variazione dell’habitat naturale mette in pericolo il leone ma anche alcune pratiche come il bracconaggio. Urge, dunque, intervenire come segnala il WWF che lancia ‘SOS leone’, iniziativa che si inserisce in un programma globale. L’obiettivo è quello di raddoppiare la popolazione di grandi felini entro il 2050, il numero dei leoni che vivono in natura, invertendo una tendenza che rischia di portare ad una loro rapida e inesorabile scomparsa.

Le aree protette non bastano a salvare il leone: del resto solo il 56% dell’areale della specie è concentrato nei parchi africani. Mentre leoni e prede sono in fase di declino in un’elevata porzione di aree protette, le popolazioni più numerose di 500 individui fanno tutte registrare trend verso il basso. I leoni si sono già estinti in 26 paesi africani e oggi sono presenti solo in 27.

La presenza dei leoni non solo offre benefici ai sistemi naturali, ma può contribuire a migliorare le economie dei paesi dove vivono e produrre notevoli benefici per le comunità locali attraverso le attività legate al turismo, essendo i leoni una delle specie ritenute più carismatiche e iconiche al mondo. Con l’espansione della popolazione umana e delle relative attività tra cui l’allevamento del bestiame, gli habitat dei leoni stanno velocemente scomparendo, degradando e frammentando. Ciò si traduce inevitabilmente in una minore disponibilità di prede selvatiche per i leoni e con la sempre più stretta vicinanza fra leoni e persone. In assenza di interventi e misure di mitigazione, la vicinanza uomo leone significa aumento dei conflitti, aggravati anche dagli effetti del cambiamento climatico.

Per poter sopravvivere e svolgere le loro funzioni ecologiche e contribuire al sostentamento delle economie locali, i leoni hanno bisogno di territori vasti con popolazioni di prede stabili, condizioni particolarmente difficili in un continente che vede una rapida crescita della popolazione umana.

Cosa minaccia il futuro dei leoni

I leoni, trovandosi ai vertici delle catene alimentari e dei processi ecologici, devono affrontare una miriade di minacce, spesso aggravate dalla mancanza di azioni di conservazione coerenti e integrate e dall’assenza o scarsa attuazione di corrette politiche di gestione del territorio. Recentemente, poi, l’impatto della pandemia sull’economia e sulle comunità locali si è aggiunto alle cause storiche di declino della specie, creando una tempesta perfetta, che, senza interventi e investimenti mirati, potrebbe non solo cancellare l’impegno finora profuso per la conservazione dei leoni, ma determinarne definitivamente la loro estinzione con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per i sistemi naturali africani, le comunità locali e i nostri valori culturali.

Ecco le minacce affrontate dal lavoro di conservazione del WWF in Africa per salvare i leoni dall’estinzione.

Perdita, degrado e frammentazione dell’habitat
In tutta l’Africa, gli habitat naturali (protetti e non protetti) scompaiono, si degradano o si frammentano a un ritmo senza precedenti. La popolazione umana è destinata a raddoppiare entro il 2050, richiedendo un’ulteriore disponibilità di terre in cui insediarsi, allevare bestiame e coltivare cibo. E le aree che ora ospitano la grande fauna selvatica, come le popolazioni di leoni, possono essere più redditizie per le comunità locali se convertite all’agricoltura o all’estrazione mineraria e ad altri usi, facilitando il raggiungimento di obiettivi di sviluppo locale.

Oltre a diminuire la presenza dei leoni in Africa, la presenza di habitat più piccoli e isolati acuisce la perdita di diversità genetica, aumentando la suscettibilità alle malattie e diminuendo il successo riproduttivo della specie.

Scomparsa delle prede
Così come scompaiono gli habitat naturali, scompaiono anche le diverse specie di prede disponibili per i leoni. Tuttavia, la principale causa della scomparsa delle prede è il commercio di carne di animali selvatici, che contribuisce in modo significativo alla sicurezza alimentare e genera reddito. La caccia di sussistenza ha causato un diffuso declino della fauna selvatica ed è la principale minaccia per i leoni all’interno delle aree protette. Oltre a ridurre le prede, l’uso di trappole, lacci, veleni, crea infiniti pericoli per la specie, che caccia su territori molto vasti. Sono infatti molti i leoni che rimangono feriti o uccisi dalle trappole destinate ad altri animali. 

Conflitti uomo-leoni
I conflitti tra esseri umani e carnivori sono una delle principali cause di declino dei grandi feline in tutto il mondo. I leoni entrano regolarmente in conflitto con gli esseri umani nel momento in cui bestiame domestico viene allevato nel loro habitat. I danni prodotti dalla predazione dei leoni sugli animali allevati possono essere considerevoli, soprattutto sulle piccole economie locali che sostengono comunità e tribù.

In risposta, i leoni vengono visti come nemici e spesso illegalmente uccisi. Questi conflitti si verificano sia all’interno che all’esterno delle aree protette. Al di fuori, dove la fauna selvatica e l’uomo condividono lo stesso spazio, in assenza di misure efficaci e di progetti di conservazione dedicati, il conflitto può portare a estinzioni locali e alla perdita di individui o gruppi di leoni. All’interno delle aree protette, i conflitti si concentrano soprattutto, verso i confini dove sia i leoni possono occasionalmente uscire dall’area protetta sia gli allevatori possono invadere l’area protetta.

Questa situazione ha un serio impatto sulla densità e sulla struttura della popolazione di leoni, a causa dell’aumento della mortalità degli adulti e della riduzione della dispersione della specie. Anche il cambiamento climatico aumenta i conflitti con i leoni, questo perché le aree protette, grazie all’integrità degli ecosistemi, hanno una maggiore disponibilità d’acqua (fiumi stagni pozze) e gli allevatori, nei sempre più lunghi periodi di siccità, sconfinano all’interno delle aree protette per abbeverare le proprie mandrie.

Commercio illegale
Il commercio illegale di leoni e delle loro parti (trofei, ossa, pelli, denti, artigli), trainato da collezionisti, dalla medicina tradizionale, e dal mercato dei souvenir, è sempre più preoccupante e deve essere affrontata per la conservazione della specie. Si ritiene che le misure adottate nel 2007 per limitare il commercio di ossa di tigre (Panthera tigris) abbiano portato a un aumento della domanda internazionale di ossa di leone.