Il pane deve essere sempre presente in una dieta dimagrante, ovviamente nelle giuste quantità e soprattutto con i giusti condimenti. E, contrariamente a quel che si crede, anche per chi segue un regime dietetico il pane non deve mancare in tavola.

L’aumento di peso non può essere attribuito unicamente al consumo di pane e farinacei, poiché ciò che fa realmente ingrassare è mangiare più di quanto si riesca a smaltire con l’attività fisica.

Spesso si decide di escludere i farinacei (pane e pasta) per il timore infondato di ingrassare ma non si pone attenzione su altri cibi che andrebbero assolutamente limitati perché molto più calorici, ricchi di additivi, sale o zucchero.

I prodotti a base di cereali, tra cui pasta e pane, sono delle fonti di carboidrati complessi e rappresentano il principale carburante per l’organismo; giocano un ruolo fondamentale nella dieta perché devono coprire gran parte del fabbisogno calorico.

Sia pane che pasta vengono digeriti, assorbiti e rapidamente utilizzati dall’organismo per assicurare il rifornimento di glucosio a tutte le cellule. Inoltre, sono molto sazianti e contribuiscono al buonumore.

In un regime dimagrante non c’è motivo, di escludere il pane dalla propria dieta, purché venga consumato in quantità adeguate, limitando condimenti troppo calorici ed evitando l’abbinamento con altri carboidrati come patate, pasta, riso e altri cereali.

La quantità raccomandata, naturalmente, può variare da soggetto a soggetto in base al sesso, l’età, il suo stile di vita e l’attività fisica che svolge quotidianamente.

Si consiglia di mangiarne 50 grammi al giorno. L’importante è non mangiarne in eccesso a pranzo o a cena, soprattutto se si consumano portate a base di pasta o riso che sono già di per sé fonte di carboidrati. Questo, infatti, è uno degli errori più comuni e che tendono a far acquisire calorie in eccesso.

Il pane integrale è da preferire

A prescindere dal gusto che è una questione soggettiva, è il pane integrale (anche di mais, segale o farro) che andrebbe preferito. Ha più vitamine. La versione integrale di questo alimento è infatti meno calorica (240 calorie circa all’etto), più ricca di acqua e di vitamine, in particolare del tipo B1, B2, PP ed E, contenute anche in quello bianco ma in quantità decisamente inferiore. 

Ha più fibre. Inoltre, nel pane fatto con la farina raffinata ci sono meno fibre, in media 2 grammi ogni 100, di cui 0,3 di cellulosa, mentre quello integrale arriva ad averne anche cinque volte di più, da 7 a 8 grammi circa, di cui 1,5 di cellulosa pura. Però, va specificato un elemento importante: la maggior parte di queste fibre sono insolubili (come la crusca) e quindi non possono essere digerite dall’organismo, e se assunte in quantità eccessiva possono avere un effetto irritante sul colon e limitare l’assorbimento di minerali e vitamine da parte dell’intestino. 

Ha più minerali. Infine, è anche vero che nel pane integrale ci sono più minerali rispetto a quello bianco, ma per farli assorbire dal nostro corpo bisogna preferire il pane integrale panificato con lievito naturale il quale, grazie alla sua acidità, favorisce l’azione di un enzima chiamato fitasi, che a sua volta distrugge gran parte dell’acido fitico della farina e lascia quindi liberi i minerali presenti naturalmente nella farina, che a questo punto possono essere meglio incamerati dall’organismo.