Il Papa taglia gli stipendi ai cardinali: ecco quanto guadagnano

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Un momento della Santa Messa Pro Eligendo Romano Pontifice nella Basilica di San Pietro, 12 marzo 2013. Cardinals attend at the 'Pro Eligendo Papa mass' in the Saint Peter's Basilica, in Vatican City, 12 March 2013. ANSA/ GUIDO MONTANI

La crisi economica legata alla pandemia pesa anche sulle casse del Vaticano e il Papa ha deciso misure drastiche per contenere il ‘rosso’. Con un Motu proprio, il Pontefice ha messo mano ai salari di cardinali e superiori.

Ad essere interessati dal provvedimento saranno i compensi dei cardinali (- 10%), dei capi dicastero e dei segretari (- 8%) ed infine quelli di tutti i sacerdoti, dei religiosi e delle religiose in servizio presso la Santa Sede. Nella manovra di contenimento della crisi viene anche incluso il blocco dello scatto di anzianità per tutti i dipendenti della Curia romana almeno fino al prossimo 2023, con un’unica eccezione riservata ai laici dal primo fino al terzo livello.

“Un futuro sostenibile economicamente richiede oggi, fra altre decisioni, di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale”, scrive Bergoglio nelle righe del “motu proprio”, come riferisce AdnKronos. Nessuna intenzione di licenziare i dipendenti, ma una chiara volontà di tagliare le spese, con degli interventi effettuati “secondo criteri di proporzionalità e progressività”. Quindi anche il Vaticano è costretto a tirare la cinghia ritoccando al ribasso le paghe di numerosi collaboratori, a causa del”disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede”, precisa il papa, e per le difficoltà legate alla pandemia, “che ha inciso negativamente su tutte le fonti di ricavo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”.

Le novità saranno applicate a partire dal prossimo 1 aprile. Il taglio più netto è quello previsto per i cardinali, con un – 10%. Come spiegato da AdnKronos, è necessario fare un distinguo tra cardinali e arcivescovi delle diocesi in Italia e porporati e capi dicastero della Curia romana, ovvero i reali destinatari della manovra anticipata nel “motu proprio”. Mentre i primi (220 in tutto) dipendono dall’ “Istituto di sostentamento del clero” e guadagnano tra 1300/1400 euro al mese, i secondi possono arrivare a compensi compresi tra i 5mila ed i 5500 euro.