Consumare pesce in scatola riduce di circ un terzo il rischio di insorgenza del tumore del colon retto. E‘ la conclusione a cui approda uno studio italiano pubblicato sulla rivista Nutrients.

Il lavoro, condotto dall‘Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano nell‘ambito delle attività dell‘Italian Institute for Planetary Health (Iiph), in collaborazione con l‘università degli Studi di Milano, esamina per la prima volta l‘effetto del consumo di pesce in scatola separatamente da quello di pesce fresco sul rischio di tumore al colon retto.

I risultati ottenuti hanno messo in evidenza una riduzione del 34% circa del rischio di insorgenza di questo tipo di tumore nelle persone che consumavano almeno due porzioni alla settimana di pesce in scatola sott‘olio (pari a 80 grammi ciascuna). 

La riduzione del rischio di insorgenza, aggiunge Barbara D‘Avanzo, ricercatrice del Dipartimento di politiche per la salute del Mario Negri, “è confermata anche nel caso che il tumore del colon e quello del retto vengano considerati separatamente.

E‘ possibile che i benefici siano collegati al contenuto di acidi grassi omega-3 o ad altri nutrienti presenti nel pesce stesso“. Questo, conclude Giuseppe Remuzzi, direttore del Mario Negri e vicepresidente di Iiph, “è un esempio concreto delle attività che stiamo conducendo con l‘Italian Institute for Planetary Health che, tra i suoi obiettivi, si propone di valutare il ruolo che gli alimenti hanno nella prevenzione delle patologie“.