Il potere curativo delle erbe aromatiche: consentono di diminuire l’uso del sale, spazzano via i ristagni e riattivano il metabolismo

565

Le erbe aromatiche sono da sempre utilizzate in cucina per rendere i nostri piatti più saporiti e appetibili. Sono molto utili anche per eliminare il sale e quindi sono alleate dell’apparato cardiocircolatorio e evitano la ritenzione idrica associata a un utilizzo eccessivo del sale stesso.

Certamente la qualità di queste erbe influisce sulla salute e più in generale sulle proprietà organolettiche. Varietà particolari sono associabili ad un buon contenuto di nutrienti e di proprietà importanti da un punto di vista salutistico. Per questo oggi ve ne presentiamo alcune.

Le proprietà delle principali erbe aromatiche

Alloro: riattiva fegato e digestione

Le sue foglie sono inconfondibili perché sono spesse, piuttosto consistenti e coriacee, dalla caratteristica forma ovale con i bordi ondulati e di un bel colore verde scuro. È un’erba molto aromatica, e in cucina è molto usato perché dà sapore al pesce lessato, alle marinate, agli stufati, oltre a drenare il fegato e favorire la digestione. Va sempre aggiunto ai piatti secco: le sue foglie fresche potrebbero irritare la mucosa digestiva.

Aneto: aiuta lo stomaco, depura l’alito

Caratterizzato da piccole foglie filiformi e fiorellini gialli, l’aneto ha un sapore dalla spiccata personalità, piccante e decisa, che lo faceva apprezzare molto sin nella più remota antichità quando la pianta veniva usata persino come moneta. In cucina, le foglie di aneto fresche hanno la capacità di dare sapore al pesce, alle patate lessate, ai formaggi oppure ai piatti a base di uova, mentre quando sono secche è meglio aggiungerle solo a fine cottura per non indebolirne ulteriormente l’aroma. Lasciando i semi a macerare nell’aceto si ottiene un condimento molto gradevole, mentre chi ha problemi di alito può masticarli per ottenere un effetto rinfrescante.

Basilico: è drenante

Indispensabile in alcune preparazioni, prima fra tutte il pesto alla genovese, è prezioso anche nelle insalate di pomodori, oppure nei piatti a base di zucca e zucchine, o con i funghi e anche con i fagioli, nonché nelle insalate di riso e di pasta, oltre che come tocco nel sugo di pomodoro. Sono diversi i metodi per conservarne le foglie: si possono surgelare o mettere intere in un’infusione di olio d’oliva e sale, adagiandole in vasetti di vetro che vanno riposti al riparo dalla luce e dall’umidità. Le foglie imbevute nell’olio si aggiungono d’inverno, quando non è disponibile la pianta fresca, per dare sapore ai sughi. Il basilico ha buone proprietà drenanti.

Cerfoglio: previene la ritenzione idrica

Questa graziosa pianta annuale ha le foglie che sembrano in piccolo quelle delle felci, ed è caratterizzata da un aroma molto gradevole e tenue che evoca l’anice e il prezzemolo. Molto delicata, perde facilmente la sua fragranza e va usata fresca e aggiunta ai piatti a fine cottura. Nelle foglie si trova una buona quantità di sostanze importanti, come il magnesio, il ferro, la vitamina C e il carotene.

Crescione: elimina liquidi e tossine

Questa pianta era molto apprezzata tra gli antichi che l’avevano ribattezzata “l’insalata che guarisce”, anche se gli esperti moderni, pur confermando che possiede notevoli proprietà tra cui sali minerali e vitamine e che ha una funzione depurativa per l’organismo, consigliano di non esagerare con il consumo delle sue foglie, e di unirla ad altre verdure da insalata come il tarassaco e il radicchio. Non va cotto, perché perde le sue proprietà.

Dragoncello: sa di pepe ma non irrita la mucosa gastrica

Quest’erba è solita formare un cespuglio che può essere alto più di mezzo metro, ed è facilmente riconoscibile per le foglie strette, allungate e color verde brillante che nelle parte inferiore nascondono minuscole ghiandole contenti l’aroma vagamente simile a quello del pepe: a differenza di quest’ultimo, però, non irrita la mucosa gastrica. Si usa per insaporire le salse, i piatti di pesce e di pollo, le frittate e le insalate.

Maggiorana: sgonfia l’intestino

Per gli antichi Greci, la maggiorana era molto speciale perché ritenevano fosse un dono della dea Afrodite e come tale veniva associata all’idea di felicità. Le foglie di quest’erba, che appartiene alla stessa famiglia dell’origano, possono essere sia essiccate sia congelate oppure messe a macerare in olio e aceto. È meglio utilizzarla cruda per preservarne l’aroma delicatamente speziato, oppure aggiungerla ai piatti, per esempio alle carni, solo a fine cottura. La maggiorana elimina le scorie che provocano putrefazione e gonfiore addominale.

Menta: fa digerire e combatte la fame nervosa

Di menta ne esistono oltre 600 varietà, e la sua resistenza è tale che viene considerata una pianta infestante. Fresca dà il meglio di sé, grazie al suo aroma così caratteristico che dona sapore alle bevande ma anche alle insalate, alle verdure e ai dolci a base di cioccolato. Però è possibile anche farla seccare, preferendo in questo caso i rametti interi piuttosto che le singole foglie, oppure congelarla. Aggiunta alle pietanze o in tisana, migliora il processo digestivo e “stoppa” la fame.

Timo: è un potente “anti pancia”

Lo si riconosce per le minuscole foglie, particolarmente aromatiche e si raccoglie in ramoscelli che si possono essiccare all’ombra per utilizzarli poi nei piatti a base di pollo, carne, oppure anche di pesce. Tra tutte le erbe aromatiche è quella più efficace per combattere la pancia gonfia ed evitare il deposito di grasso addominale.