Il rabarbaro depura dalle tossine: scopri le sue virtù curative

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Il rabarbaro depura dalle tossine: scopri le sue virtù curative

Il rabarbaro rappresenta uno dei primi annunci dell’arrivo della primavera. Il cambio di stagione chiede al nostro corpo di ritrovare un rinnovato vigore. Ci viene in aiuto l’antica magia di una pianta meravigliosa: il rabarbaro.

Le proprietà medicinali del rabarbaro si trovano già citate in un erbario cinese del 2700 a.C. Si tratta di una pianta erbacea perenne (specie Rheum), che è molto utilizzata, oltre che in cucina, sia in erboristeria che in fitoterapia, per le virtù contenute soprattutto nel suo rizoma. In particolare:

  • È un ottimo digestivo e dona armonia all’intestino, purché la sua assunzione sia ben dosata. Non si dovrà mai eccedere con le dosi, in quanto potrebbe rivelarsi una purga molto potente.
  • È efficace per controllare la fame, in caso di stipsi, di dismenorrea (dolori ciclo mestruale) e di amenorrea (assenza ciclo mestruale).
  • È una pianta amica del fegato e della vescica biliare, poiché possiede un’azione colagoga e coleretica.
  • Grazie alla presenza di vitamina K, il rabarbaroha una funzione antiossidante sulle cellule del cervello, promuovendo l’attività cognitiva. Questa vitamina, unitamente al calcio, è molto utile per mantenere in salute l’apparato osseo, promuovendo la crescita delle ossa e favorendone la riparazione in caso di danni.
  • Serve anche per contrastare il colesterolo alto, data l’alta presenza di fibre.

Depurati con il rabarbaro

Il rabarbaro è in grado di purificare il fegato, uno dei principali organi filtro del nostro corpo, perché è colagogo, quindi favorisce l’escrezione della bile. Le coste del rabarbaro sono ricche di sali minerali, tra cui calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio e selenio, oltre che di vitamine A, K, J (chiamata anche colina), e quelle del gruppo B. Tutte queste sostanze costituiscono un mix ideale per garantire la pulizia profonda dell’organismo.

Rabarbaro: lenisce i dolori mestruali

Uno studio dell’Università di Bangalore, pubblicato sul Journal of Complementary and Integrative Medicine, ha testato i suoi effetti su donne affette da dismenorrea, ovvero dolori associati al ciclo mestruale. Al termine della ricerca in tutte le donne che avevano assunto estratti di rabarbaro si è verificata una significativa riduzione del dolore.

Rabarbaro: la radice antiage

Le radici di rabarbaro possiedono uno spiccato trofismo nei confronti dei tessuti epiteliali, favorendo la stabilizzazione delle membrane cellulari dell’epidermide e delle pareti vascolari. Grazie alla presenza di questi principi attivi, gli estratti di rabarbaro esercitano un’azione astringente, purificante e decongestionante sui tessuti epidermici, come pure un’efficace attività vasoprotettrice sul microcircolo. Quest’azione, che possiamo definire “astringente vasale”, si traduce, a livello cosmetico, in un gradevole senso di freschezza sulla pelle.

Abbronzatura e rabarbaro

È dimostrato scientificamente che il rabarbaro è un potente alleato dell’abbronzatura. È in grado di proteggere la nostra pelle dai raggi solari e prevenire scottature ed eritemi. Inoltre è capace di agire sui melanociti accelerando la produzione della melanina e favorendo un’abbronzatura tutta al naturale.

Effetti collaterali

In seguito all’assunzione di rabarbaro potrebbero manifestarsi spasmi gastrointestinali a causa dell’effetto purgante esercitato dalla stessa droga. L’utilizzo di rabarbaro per lunghi periodi, invece, può causare una perdita non indifferente di elettroliti (in particolare di ioni potassio). Tale perdita può, a sua volta, condurre a iperaldosteronismo e inibizione della motilità intestinale.
Inoltre, l’uso prolungato di rabarbaro può causare gravi effetti avversi, quali: aritmie, edema, nefropatie e deterioramento osseo.

Controindicazioni

Evitare l’assunzione di rabarbaro in gravidanza, durante l’allattamento, in bambini con meno di 12 anni di età e in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.