“Il vaccino c’è e funziona”: Annuncio svolta Pfeizer, le Borse volano

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Il vaccino sviluppato congiuntamente da Pfizer e Biontech è risultato efficace al 90% contro l’infezione da Covid-19 durante la fase tre dello studio, che è ancora in corso. Lo hanno annunciato oggi, lunedì 9 novembre, le due aziende. Secondo i risultati preliminari, dopo 28 giorni dalla prima dose e sette dalla seconda i pazienti hanno beneficiato degli effetti della cura. “La prima serie di risultati della nostra fase 3 di sperimentazione del vaccino anti Covid-19 fornisce la prova iniziale della capacità nel  prevenire il coronavirus” ha dichiarato il presidente e CEO di Pfizer, Albert Bourla. “È stato fatto un significativo passo avanti nel fornire alle persone di tutto il mondo una svolta necessaria per porre fine a questa crisi sanitaria globale”.

“Direi che è un momento storico – commenta Kathrin Jansen, capo della Ricerca e sviluppo sui vaccini in Pfizer – Qualcosa del genere non è mai successo prima. Il mondo ha dovuto affrontare una situazione così terribile, la pandemia, ed essere in grado in così poco tempo di fare ciò che di solito richiede molti anni”. Ma soprattutto, racconta Jansen in un’intervista, “sentire che all’analisi ad interim abbiamo raggiunto un’efficacia di oltre il 90%, è stato quasi sbalorditivo”.

Nel trial che ha coinvolto 44mila volontari, ci sono stati ad ora 94 casi di Covid-19: circa 9 di questi casi si sono verificati in persone che avevano ricevuto due dosi di vaccino, “un forte segnale di efficacia”. I dati non sono stati ancora pubblicati. Non sono emerse, secondo il Comitato indipendente, particolari questioni riguardanti la sicurezza: gli effetti collaterali sono il dolore nel punto dell’iniezione, fatica e febbre, più frequenti tra i più giovani.

Vaccino coronavirus, c’è una prima data: Pfizer chiederà il via libera

Nonostante siamo emersi i primi (positivi) risultati, il vaccino contro il coronavirus di Pfizer e Biontech si trova in fase 3, ovvero l’ultima prima che i produttori possano presentare una domanda per la sua omologazione. L’efficacia, hanno spiegato le due aziende, è stata misurata paragonando l’effetto sui partecipanti contagiati a cui è stata iniettata la cura, con quello presentato da chi ha invece ricevuto la somministrazione di un placebo, “sette giorni dopo la seconda dose e 28 giorni dopo la prima”. Così hanno comunicatro i ricercatori ripresi dalle agenzie di stampa.