In Toscana l’acqua più cara d’Italia: 710 euro, +3,2%

Nel 2020 una famiglia italiana ha speso in media 448 euro per la bolletta idrica, con un aumento del 2,6% rispetto al 2019 e la Toscana si conferma la regione più cara. La fotografia emerge dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, realizzato nell’ambito delle ‘Iniziative a vantaggio dei consumatori’, finanziate dal Ministero dello sviluppo economico e le tariffe sono indicate rispetto ad una famiglia tipo di tre componenti ed un consumo annuo di 192 metri cubi.

Le regioni centrali si contraddistinguono in media per le tariffe idriche più elevate e una spesa media annua a famiglia di 614 euro (+3,2% rispetto al 2019). La regione con la spesa più elevata è, come detto, la Toscana: 710 euro, +3,2%.

In riferimento ai soli capoluoghi di provincia italiani, dagli ultimi dati Istat disponibili (2018) emerge che a livello nazionale va dispersa il 42% dell’acqua immessa.

“Sono ancora molte – si legge nel report – le criticità che affliggono il servizio e la risorsa idrica. Differenze territoriali rilevanti in termini di adeguatezza delle infrastrutture, qualità e tariffe sono note dolenti, alle quali si aggiunge anche la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti dell’acqua di rubinetto e l’adozione di comportamenti d’uso poco consapevoli e responsabili. Rispetto al recupero del divario territoriale il Pnrr avrebbe potuto rappresentare una grande opportunità ma le risorse previste non ci sembrano sufficienti e il meccanismo delle progettualità potrebbe addirittura lasciare ancora indietro le aree con maggiori necessità e con più difficoltà ad esprimere progetti adeguati”, commenta Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva.

“Per quanto riguarda il livello di fiducia dei cittadini verso l’acqua di rubinetto, sicuramente non aiutano notizie come l’ultimo deferimento dell’Italia (9 giugno 2021) alla Corte di Giustizia Europea per la fornitura di acqua potabile non sicura in alcune aree del viterbese. Ci auguriamo che le novità introdotte dalla nuova Direttiva europea (2020-2184) possano contribuire ad aumentare la fiducia verso questa risorsa, anche grazie alle previsioni di maggiori informazioni rivolte ai cittadini”.