Sono diversi gli incendi scoppiati in Calabria e in Sicilia. Si contano anche tre vittime, due in provincia di Reggio e una sull’isola. Complessivamente sono state 32 le richieste di intervento aereo del Centro operativo aereo unificato del dipartimento della Protezione Civile. Ne dà notizia l’Ansa.

Incendi, inferno di fuoco in Calabria e Sicilia: chi sono le vittime

In Calabria un pensionato 76enne si è recato nella sua proprietà per accudire l’orto in contrada Scaletta, alle falde dei monti della Limina. In pochi minuti le fiamme hanno circondato la sua abitazione, senza lasciare scampo all’anziano che ha così perso la vita.

A Cardeto, in provincia di Reggio Calabria, è stato trovato il corpo di un altro anziano di 79 anni. Sarebbe morto per le gravi ustioni provocate dall’incendio scoppiato nella zona. A Vinco, frazione del capoluogo, altri quattro civili sono rimasti ustionati dalle fiamme.

A Paternò, in provincia di Catania, ha invece perso la vita un agricoltore di 30 anni, schiacciato dal suo trattore mentre tentava di spegnere l’incendio in un podere di Ponte Barca. Stava trasportando una botte d’acqua quando il mezzo si è capovolto, schiacciandlo e uccidendolo sul colpo.

Incendi, la difficile situazione in Calabria: coinvolto l’Esercito

Intanto la Prefettura di Reggio Calabria ha richiesto ed ottenuto l’intervento dell’Esercito per concorrere alle attività in corso per domare gli incendi scoppiati in diverse zone della provincia. A renderlo noto è la stessa Prefettura, che ha spiegato: “Rappresentanti dell’Esercito parteciperanno ad un incontro operativo già nella mattinata di domani”.

I problemi maggiori si sono verificati in Aspromonte, che è ancora in fiamme e il santuario della Madonna Polsi, nel comune di San Luca (Reggio Calabria), è “quasi isolato”. Lo ha riferito il Rettore don Tonino Saraco.

La situazione è difficile, la strada principale è bloccata dalle fiamme, si accede solo da due vie secondarie delle quali una è una mulattiera”, ha spiegato il rettore.

In questo periodo sono diversi i pellegrinaggi, soprattutto a piedi, verso il santuario dell’Aspromonte. Molte parrocchie, infatti, scelgono di andare in questi giorni, considerato il ritorno dei calabresi per le ferie che vivono fuori regione per motivi di lavoro.