Milioni di animali selvatici arsi vivi negli incendi boschivi che hanno colpito il Sud Italia. L’Effis rivela che l’Europa sta bruciando a un ritmo doppio rispetto agli anni scorsi, Grecia e Italia comandano questa drammatica classifica.

In Italia, dall’inizio dell’anno, sono bruciati circa 110.000 ettari di terreno, un’area grande quanto 145mila campi da calcio: il quadruplo rispetto ai 28.479 ettari arsi, in media, ogni anno dal 2008 al 2020. Finora nella Penisola sono scoppiati oltre 400 incendi di grandi dimensioni (oltre i 30 ettari), contro una media di 224 nel periodo 2008-2020.

Sono oltre 20 milioni gli animali selvatici arsi vivi negli incendi boschivi che hanno colpito l’Italia, soprattutto al Sud, dall’inizio dell’estate. A morire accerchiati dalle fiamme, disorientati e intossicati dal fumo, ci sono mammiferi, uccelli e rettili. La stima è calcolata sulla base dei decessi per ettaro (10mila m2) di territorio bruciato: circa 100 mila ettari nei primi due mesi dell’estate. A morire soffocati e bruciati sono stati nelle ultime settimane circa 2 milioni di mammiferi, tra cui: caprioli, cervi, volpi, ricci, e roditori come scoiattoli e ghiri.

Incendi in Italia: è strage di mammifferi, uccelli e rettili

Oltre 2 milioni anche gli uccelli rimasti senza scampo tra le fiamme, in particolare tra le specie che nidificano negli arbusti, a cominciare dai piccoli passeriformi come la capinera e l’occhiocotto. A causa degli incendi sono inoltre morti 4 milioni di anfibi e rettili tra cui: rana italica, tritoni, salamandre, lucertole, serpenti, gechi e tartarughe. La strage riguarda soprattutto il Sud e quattro Regioni: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.