Gli antiossidanti presenti in diversi cibi, dal tè verde al pomodoro cotto, passando per i frutti rossi, l’uva e il melograno, possono davvero fare la differenza nella prevenzione del tumore alla prostata, aprendo un nuovo scenario anche come supporto alla terapia, riducendone la tossicità e aiutando a bloccare la progressione della malattia.

All’interno di una dieta bilanciata, anche gli integratori possono avere un ruolo preventivo e protettivo nella popolazione maschile a rischio, se prescritti dall’andrologo individuando il prodotto giusto e la dose corretta, per avere la massima efficacia e il minimo di effetti collaterali.

Si tratta chiaramente di esiti a cui la medicina è arrivata dopo innumerevoli studi, su un ampio margine di persone. Tuttavia, ciò non significa che i risultati e gli effetti siano uguali e misurabili allo stesso modo per tutti. In ogni caso, ci sono diverse buone pratiche che ci possono aiutare a prevenire e combattere il cancro.

Tra questi, dagli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) è arrivata quella di assumere antiossidanti nella dieta quotidiana. In particolar modo 5 cibi, che moltissimi studi hanno confermato avere uno specifico effetto benefico nel difendere l’organismo umano soprattutto da un tipo di tumore: quello alla prostata negli uomini.


I principali fattori di rischio per questo tipo di tumore sono l’età, l’assunzione eccessiva di alcol e grassi saturi. Dall’altra parte, ci sono però alcuni alimenti che contengono sostanze in grado di prevenire, concretamente, l’insorgenza del tumore alla prostata.


I 5 cibi anti-cancro alla prostata

Mentre gli scienziati dicono che tra 5-10 anni potremmo persino arrivare ad avere un vaccino contro i tumori , ecco quali sono i cibi “scudo” contro il tumore alla prostata:


  • tè verde: ricco di epigallocatechine, sostanze altamente antiossidanti che riducono il rischio di insorgenza di tumore della prostata del 60%, e dell’80% se assunte per 2 anni consecutivi.
  • pomodoro: fonte naturale di licopeni, molecole dal potere antinfiammatorio e antiossidante che vengono meglio assorbite dall’intestino quando gli alimenti sono cotti e la cui presenza nel sangue riduce dal 12% al 26% la possibilità di ammalarsi.
  • uva: contiene alte percentuali di resveratrolo, molecola dall’azione antiossidante e capace di inibire, attraverso fattori bloccanti, la progressione della patologia tumorale.
  • arachidi: recentemente scoperte quali fonti, assieme ai mirtilli, di pterostilbene, un potente antiossidante dalle formidabili proprietà preventive.
  • melograno: racchiude l’acido ellagico, del quale è stata dimostrata la capacità di ridurre la tossicità della chemioterapia in pazienti affetti da cancro prostatico.

Alimenti, questi, che possono essere assunti quotidianamente attraverso la dieta e la cui efficacia conferma, come sostiene la LILT, come la prevenzione inizi sempre a tavola.

Le proprietà dell’aglio contro i tumori

Oltre a questi specifici cibi anti-cancro alla prostata, ce ne sono poi altri le cui proprietà curative sono universalmente riconosciute. Ad esempio l’aglio.

Antibiotico naturale, ottimo per rafforzare il sistema immunitario, regolatore della pressione sanguigna, equilibratore della flora intestinale, scudo contro i metalli pesanti, fonte di minerali, vitamine e principi attivi.

Come sostiene uno studio del National Cancer Institute di Bethesda, Maryland, l’allium sativum, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae è infatti ricco di allina, un principio attivo che, al pari di porri, cipolla e scalogno, trasformandosi in allicina a seguito della rottura delle proprie molecole genera diverse sostanze benefiche per il nostro organismo.

Tra queste, alcune sono delle straordinarie antitumorali capaci di inibire l’azione dei cancerogeni che si possono formare all’interno degli alimenti.

I tumori che più vengono combattuti grazie all’azione preventiva dell’aglio sono in particolare quelli del tratto gastrointestinale.

Non dimentichiamoci che questo alimento presente spesso nelle cucine italiane svolge anche un ruolo di riequilibrio del microbiota intestinale, essenziale per stimolare anche un’adeguata risposta dell’organismo alle cure contro i tumori.

Come spiega la LILT, il consiglio è di consumare aglio, preferibilmente crudo, ogni giorno. Attenzione però a non abusare di questo alimento: basta uno spicchio, perché un’ingestione eccessiva potrebbe causare irritazioni a danno delle pareti intestinali.

Quale dieta seguire per prevenire il tumore

E’ importante ribadire ancora una volta come una dieta ipocalorica e ipoglicemizzante sia in grado di ridurre i livelli di glucosio nel sangue, attivando il sistema immunitario per combattere il cancro. La letteratura scientifica in proposito è ampia: l’ultimo studio ad averlo dimostrato è stato condotto dalla Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori, in collaborazione con l’Istituto Firc di Oncologia Molecolare di Milano.

Le evidenze sono emerse a seguito di un trial clinico condotto su 101 pazienti oncologici affetti da neoplasie tra cui tumori di mammella, colon e polmone. “Una restrizione calorica rigorosa è ben tollerata e connessa a risultati positivi in termini di risposta biologica, se attuata da pazienti oncologici, anche fragili, sotto la supervisione di personale medico” spiega la LILT.

Questa sperimentazione ha anche posto le basi per lo sviluppo di uno schema di dieta ipoglicemizzante di 5 giorni, seguita ciclicamente ogni 3/4 settimane: un modello la cui applicazione ha ridotto i livelli ematici di glucosio nei pazienti, potenziandone il sistema immunitario e in particolar modo i linfociti T citossici e le cellule Natural Killer, in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali.

In aggiunta, tra i risultati positivi della sperimentazione, è emerso che il modello di dieta utilizzato ha saputo ridurre la quantità di cellule del sistema immunitario legate all’aumento dell’infiammazione sistemica in risposta al cancro, che impediscono a volte ai linfociti di svolgere le proprie funzioni in modo adeguato.

Una dieta ipocalorica a base di verdure, alimenti integrali, olio extravergine di oliva e frutta (in quantità limitata) favorisce dunque un’attivazione del sistema immunitario.

Coenzima Q10, buono o cattivo contro i tumori?

Lasciando da parte per un momento la tavola, un altro straordinario antiossidante contro l’invecchiamento cellulare è sempre stato considerato il cosiddetto coenzima Q10. Un recente studio del dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare ne ha invece evidenziato le criticità.

Secondo lo studio, il Q10 sarebbe tra i fattori coinvolti nel processo di proliferazione e sopravvivenza del melanoma della pelle. Le cellule cancerose producono naturalmente un certo numero di molecole contenenti ossigeno, il quale porta, nel corso del tempo, all’ossidazione e conseguentemente alla morte delle cellule.

Per ovviare a tale inconveniente, le cellule del melanoma, che costituisce il 5% di tutte le forme tumorali e si attesta al terzo posto nella classifica della mortalità per cancro, sfrutta specifici meccanismi antiossidanti propri del Coenzima Q10 per ridurre i livelli dello stress ossidativo.

Il coenzima – spiega la LILT – viene quindi utilizzato dal cancro alla stregua di un nutrimento capace di mantenere lo stress ossidativo sotto una certa soglia, assicurando così alle cellule malate di sopravvivere il più a lungo possibile.