Insegnante vegana bloccata su TikTok da una petizione: ecco cosa ha fatto

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L’account di un insegnante vegan, “That Vegan Teacher“– con oltre 1,7 milioni di followers su TikTok – è stato bannato dalla piattaforma. Contro l’attivista vegana, infatti, una petizione online è riuscita a raccogliere 20mila firme e il social più amato dai giovani ha deciso di accogliere la richiesta di oscuramento.

Protagonista della vicenda è la canadese Kadie Karen Diekmeyer, ex insegnante cinquantaseienne molto seguita in rete che ha visto cancellato il proprio account dopo che migliaia di persone si erano mosse contro di lei. “Violazione delle linee guida della comunità” è il motivo per il quale il profilo le è stato chiuso ma la ragione specifica non è del tutto chiara.

Tra le ragioni di tale intervento da parte di TikTok potrebbe avere avuto grande peso la petizione lanciata su Change, alla quale hanno riposto come detto più di 20mila utenti. La pagina dedicata all’iniziativa spiega nel dettaglio le ragioni che motivano la richiesta: “Quando un creator viola abitualmente le linee guida, e non è ritenuto responsabile delle proprie azioni, dà un cattivo esempio. – si legge in rete – Un esempio che potrebbe distruggere la vita di qualcuno o l’intera piattaforma”.

“Essere vegani o vegetariani è uno stile di vita salutare, una scelta per alcune persone – continua la petizione – Tuttavia non è sempre l’opzione migliore dal punto di vista medico o finanziario. Il creator noto come ‘That Vegan Teacher’ ha violato diverse linee guida della community in vari video, duetti e suoni. È un’ex educatrice certificata, tuttavia non ha esperienza in medicina veterinaria né umana.”

L’accusa di mancanza di competenze si somma, poi, al fatto che la Diekmeyer avrebbe “rilasciato dichiarazioni palesemente razziste, bigotte e discriminatorie” oltre a promuovere film pericolosi per i bambini che frequentano TikTok. Da qui, dunque, la mobilitazione generale sulla base della “convinzione che i contenuti, i video e i suoni creati da ‘That Vegan Teacher’ sulla piattaforma siano moralmente ed eticamente ripugnanti e costituiscano una diretta violazione delle molteplici Linee guida”. Evidentemente, l’intervento del social ha dato loro ragione.