Il Covid-19, tra le molteplici ripercussioni sulla salute psicofisica degli italiani, non fa dormire sonni tranquilli. Aumentati a dismisura gli epidosi di insonnia, e disturbi del sonno, causati da ansia.

Indagini e statistiche effettuate durante il periodo caratterizzato dalla pandemia lo confermano: le preoccupazioni legate a contagi e crisi generano in molte persone difficoltà ad addormentarsi, agitazione, irrequietezza e risvegli improvvisi dovuti a stati ansiosi.

Tra i campanelli d’allarme più frequenti di questa condizione di incertezza diffusa dovuta alla pandemia, c’è senza dubbio il sonno disturbato. Il tema è stato affrontato durante il recente Congresso della Società italiana di Neurologia. L’ansia è tra i disturbi maggiormente evidenziati durante la quarantena, seguita dall’insonnia.

È un rapporto causa effetto: ansia e depressione possono provocare la perdita di sonno oppure, a loro volta, esserne provocate.

Insonnia cronica post pandemia

Due studi, pubblicati sulle autorevoli riviste scientifiche The Lancet Psychiatry Jama Open, hanno dimostrato come i disturbi del sonno siano tra i primi sintomi da stress post pandemia. Il primo studio ha preso in esame un campione di 60 mila persone contagiate dal Coronavirus, in maniera retrospettiva, e ha evidenziato come al secondo posto dei disturbi collaterali provocati dalla malattia ci fosse l’insonnia.

L’altro lavoro, condotto in Canada sotto la guida di Charles Morin, ha ricostruito che l’insonnia, una volta comparsa tende a diventare cronica. Un grosso e diffuso problema che resterà anche dopo la fine della pandemia. Cosa ha generato questo diffuso scenario? Le cause sono diverse e comuni: l’isolamento forzato che ha rotto le routine di vita, del sonno e dell’alimentazione.

Come si manifesta l’insonnia? L’insonnia, in testa ai disturbi da stress post traumatico, si manifesta con ritardo nell’addormentarsi, molti risvegli durante la notte, agitazione, incubi. E più ansia e stress aumentano, più accentuati sono questi fenomeni. 

Sintomi dello stress post pandemia

La pandemia, soprattutto ora con la ripresa dei contagi e le nuove restrizioni, sta fortemente condizionando la salute psichica di milioni di persone. Aumentano le ansie e le preoccupazioni in relazione alle notizie diffuse dai mass media, su ricoveri e nuove ondate.

La  conoscenza diretta o indiretta di persone infettate, poi, fa scaturire reazioni emotive ancora più rilevanti. Il benessere mentale è fortemente minato dalla condizione attuale correlata alle circostanze della vita di ognuno, all’ambiente sociale in cui si vive e, soprattutto, alla capacità di reagire agli eventi avversi, e addirittura di negare l’evidenza, senza affrontare i problemi. 

La tensione psichica permette all’organismo di entrare in allarme con l’attivazione di una serie di parametri anche biologici, a partire dall’aumento del cortisolo, che consente di rispondere in modo più efficace edattento.

Quando lo stato di ansia e di agitazione diventa perenne può comportare un abbassamento delle difese immunitarie, l’insorgenza di diversi sintomi, quali: tachicardia, dispnea, disturbi digestivi, sudorazione, cefalee, eritemi.

Secondo gli esperti del’AASM, American Academy of Sleep Medicine, l’associazione scientifica che si occupa di disturbi del sonno, l’ideale sarebbe programmare il momento di appisolarsi con un rituale che può accompagnarci, dal bagno caldo alla lettura fino a percorsi di meditazione.

E’ un grave errore abbassare le palpebre sul divano per poi trasferirsi a letto, sperando di prendere sonno immediatamente. In questo senso è anche importante evitare la sera di seguire febbrilmente le notizie che possono creare ansie, comprese quello che appaiono sui social. L’ideale sarebbe spegnere i dispositivi elettronici e cercare di limitarne l’impiego quotidiano.

Infine, tra i moniti per riposare meglio, c’è anche quello di non alterare le abitudini in corrispondenza dei fine settimana. Sarebbe importante invece mantenere un’abitudine che si protrae per tutte le sere, cercando di coricarsi e risvegliarsi quando le lancette dell’orologio si trovano più o meno nello stesso punto.  Sapendo comunque che alla fine, insieme al medico, si possono trovare i giusti rimedi per l’insonnia più seria, non collegata a condizioni e a momenti particolari.

Come affrontare la percezione della paura

Per affrontare le paure provocate dalla pandemia sono fondamentali la condivisione e il sentimento di responsabilità verso se stessi e il rispetto della salute dei familiari, che possono far vivere meglio le restrizioni imposte.

La coesione sociale ed emotiva, quindi, può aiutare a contrastare lo stress e consente l’accettazione dei periodi negativi vissuti insieme agli altri, con la consapevolezza che le pandemia avrà una fine. Risulta fondamentale costruire una rete affettiva e sociale, evitando il più possibile l’isolamento anche in periodi di quarantena e di lockdown, utilizzando i mezzi di comunicazione possibili, dal telefono ai social network.