Probabilmente hai sentito nominare lo iodio in riferimento alla tiroide, la piccola ghiandola a forma di farfalla posta alla base del collo. Questa ghiandola utilizza circa il 70-80% dello iodio presente nell’organismo per convertire l’ormone stimolante la tiroide o tireotropina (TSH), prodotto dall’ipofisi, in tiroxina (T4) e triiodotironina (T3).

Entrambi questi ormoni tiroidei contengono ioduro (una forma di iodio): l’ormone T4 contiene 4 atomi di iodio, mentre il T3 ne contiene 3. Dopo che la tiroide ha convertito il TSH in T4, lo rilascia nel flusso sanguigno, dove viene convertito in T3.

La corretta conversione è indispensabile per la salute, dato che T4 e T3 interagiscono con la maggior parte delle cellule del corpo e regolano:

  • il peso corporeo,
  • la temperatura corporea,
  • la crescita di pelle, unghie e capelli.

Se il TSH non dispone di sufficiente iodio, la conversione non avviene correttamente: i valori di TSH rimangono alti e, conseguentemente, si può verificare un ingrossamento della ghiandola tiroidea, un fenomeno visibile che prende il nome di gozzo.

Questione di equilibrio

Un apporto adeguato e bilanciato di iodio è indispensabile per permettere alla tiroide di funzionare correttamente.

Se l’organismo dispone di poco iodio, la tiroide non riuscirà a produrre correttamente i propri ormoni: tale condizione favorisce l’insorgenza di ipotiroidismo, che determina uno squilibrio in tutto l’organismo.

Si tratta infatti di una condizione caratterizzata da un rallentamento generale dell’attività dell’organismo, che si può manifestare con:

  • gozzo visibile,
  • aumento di peso,
  • poca energia e stanchezza,
  • problemi di concentrazione,
  • stitichezza,
  • estremità degli arti freddi, e intolleranza al freddo,
  • irregolarità mestruali,
  • caduta dei capelli,
  • difficoltà di concentrazione e tendenza a dimenticare le cose.

La carenza di iodio oggi viene ritenuta rara, anche se secondo alcune fonti sta aumentando; viene diagnosticata tramite esame delle urine.

Nemmeno dosi troppo elevate di iodio nell’organismo sono benefiche, perché possono causare tiroidite (una malattia autoimmune) e gozzo, favorendo sintomi come:

  • bruciore alla bocca e alla gola,
  • febbre,
  • dolore addominale,
  • nausea e vomito,
  • polso debole.

5 benefici dello iodio

Questo elemento chimico non è importante solo per la sintesi degli ormoni tiroidei, ma svolge anche altre funzioni benefiche all’interno dell’organismo. Eccone alcune.

1. Migliora le capacità cognitive

Lo iodio è un componente importante per il corretto sviluppo del cervello fin dalla prima infanzia.

Uno studio ha scoperto che i bambini le cui madri avevano un basso apporto di iodio durante la gravidanza avevano maggiori probabilità di crescere con un QI più basso. 

Allo stesso modo, adeguati apporti di iodio durante la gravidanza aiutano a sviluppare la funzione cognitiva nel bambino. 

2. Migliora il metabolismo

La tiroide è l’organo principale che regola il metabolismo. Se i livelli di iodio sono bassi, la tiroide sarà poco attiva e il metabolismo lento.

Per metabolismo si intende la capacità dell’organismo di degradare le sostanze nutritive introdotte con l’alimentazione per produrre energia: se questa operazione avviene lentamente si parla di “metabolismo lento“, che si manifesta con la maggiore difficoltà a perdere peso e tendenza a ingrassare anche se si fa attenzione con l’alimentazione.

3. Aumenta il livello di energia

Poco iodio causa anche un abbassamento del livello generale di energia. Ciò succede perché, appunto, questo micronutriente aiuta la corretta funzione tiroidea, che fra le proprie funzioni ha anche quella di permetterci di affrontare la giornata con la giusta dose di energia. In presenza di uno squilibrio tiroideo, uno dei segnali più comuni è la stanchezza cronica, che si può manifestare indipendentemente dall’avere fatto sforzi o meno.

4. Migliora la crescita dei capelli

Lo iodio è stato collegato alla salute e alla crescita dei capelli, insieme ad altri minerali, come zinco, ferro e magnesio. Aiuta a rinforzare i capelli partendo dalla radice, aiutandoli a crescere più velocemente e in maniera più corposa.

Il diradamento dei capelli o una caduta eccessiva può essere un segno legato a una carenza di iodio e può diventare ancora più evidente nel caso di ipotiroidismo

5. Protegge dalle radiazioni

In caso di emergenze nucleari viene raccomandato l’uso di iodio (ioduro di potassio) per proteggere la ghiandola tiroidea dai danni da radiazioni. 

Fra le sostanze radioattive che possono essere disperse nell’ambiente e nell’aria in seguito a incidente nucleare c’è infatti lo iodio-131, che rischia di essere assimilato dalla tiroide e che deve essere eliminato, evitando che un accumulo possa avere conseguenze dannose sulla sua funzionalità. 

Dove si trova lo iodio

Avrai sentito nominare, e forse usi, il sale iodato, come fonte alimentare di iodio. Si tratta di sale da cucina, in genere raffinato, a cui è stata aggiunta una quota di iodio. Essendo però sale da cucina è bene non abusarne, perché contribuisce a sviluppare pressione alta e malattie cardiovascolari: secondo la macrobiotica, un uso eccessivo del sale ha un effetto indurente sulle pareti venose, facilitando la formazione di placche arteriose.

Oltre al sale, puoi trovare altre fonti alimentari che forniscono buoni quantitativi di questo oligoelemento. Eccone alcune.

Alghe

Le alghe, in particolare quelle brune, sono una ottima fonte naturale di iodio, perché ne sono naturalmente ricche. Il quantitativo che contengono può però variare da specie a specie e anche in base all’area geografica in cui l’alga è cresciuta. Le più ricche di iodio sono:

  • kombu: questa alga bruna in Giappone viene usata per preparare il dashi, un brodo usato per la cottura di zuppe o del riso. È l’alga a più alto contenuto di iodio dato che 1 grammo ne può contenere fino a quasi 3000 mcg,
  • wakame: è un altro tipo di alga bruna dal sapore leggermente dolce. È comunemente usato per fare la zuppa di miso. Uno studio ha rilevato che la quantità media di iodio nelle alghe wakame provenienti da varie parti del mondo è di 66 mcg per grammo, ovvero il 44% dell’assunzione giornaliera raccomandata, 
  • nori: quest’alga rossa (è quella usata per fare il sushi) contiene sì iodio ma in quantità minori: varia tra 16–43 mcg per grammo, ovvero circa l’11–29% del valore giornaliero.

Pesce di mare

I pesci magri forniscono maggiori quantità di iodio rispetto ai pesci grassi. Il merluzzo, ad esempio, è un pesce relativamente povero di grassi e calorie, ma può contenere fino al 66% di apporto giornaliero di iodio. Il tonno che è un pesce più grasso, ne contiene circa 11 mcg, circa l’11% della dose quotidiana raccomandata.

I pesci pescati e cresciuti liberi contengono maggiori quantità dei pesci di allevamento.

Anche molluschi e crostacei contengono iodio.

Uova

Nelle uova lo iodio è concentrato nel tuorlo.

Effetti collaterali

In presenza di malattie o alterazioni della tiroide, dovresti sentire il parere del tuo medico prima dell’assunzione di un integratore di iodio.

Gli integratori di iodio possono interagire con alcuni tipi di farmaci:

  • farmaci per l’ipertiroidismo,
  • inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE),
  • diuretici risparmiatori di potassio,
  • warfarin e altri anticoagulanti.

Se stai assumendo farmaci, chiedi consiglio al tuo medico prima di assumere integratori di iodio.