Quando fai movimenti bruschi o ti alzi rapidamente potresti soffrire di giramenti di testa o instabilità. Questi sono solo alcuni dei sintomi dell’ipotensione ortostatica. Ma come puoi capire di soffrirne? Quali sono i parametri che ti aiutano a diagnosticarla? Ecco un breve quadro della situazione.

L’ipotensione ortostatica è il brusco abbassamento della pressione che avviene quando si cambia posizione repentinamente e ci si alza di scatto. Corrisponde alle sensazioni di svenimento e di vista offuscata.

In realtà, per parlare di ipotensione, devono riscontrarsi valori tipici: il calo deve essere maggiore di 20 mmHg per la pressione sistolica o di 10 mmHg per quella diastolica. Ciò avviene perché il sangue, sino a poco tempo prima distribuito nel corpo uniformemente, per la forza di gravità, viene “buttato” parzialmente negli arti inferiori, ed il sistema venoso non riesce a sopperire al cambiamento veloce. Di conseguenza arriva meno sangue al cuore.

Per ristabilire la normalità, i barocettori (sensori nei vasi sanguigni), aumentano la loro costrizione, in modo tale che la pressione si rialzi. Se il “meccanismo” funziona, tutto rientra in pochi secondi; se ci sono problemi arrivano i sintomi, come capogirimal di testasudorazione. Generalmente, sono lievi e durano una manciata di minuti. Se perdurano, occorre rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Diagnosticare l’ipotensione è semplice: sufficienti esame neurologico e prova di frequenza cardiaca e pressione arteriosa (sia in posizione supina sia in posizione eretta, dopo qualche istante).

Occorre poi capire quale sia la causa scatenante, attraverso l’anamnesi di prassi e vari esami. Per quanto riguarda la cura, la terapia farmacologica consiste in fludrocortisone, midodrina, eritropoietina, diidroergotamina, indometacina, desmopressina e octreotide.