Il Konjac (Amorphophallus konjac) è un alimento che si ricava dalla radice delle piante che appartengono alla famiglia delle “patate Konjac”. Contiene la fibra alimentare glucomannano (chiamata anche “Konjac-mannano”).

In Cina, i monaci buddisti cinesi lo hanno scoperto oltre 2000 anni e lo hanno portato in Giappone dove è diventato l’ingrediente di molti piatti tradizionali. Sin da subito i monaci hanno iniziato ad utilizzarlo come medicinale avendo scoperto il suoi effetti benefici per l’intestino.

Il consumo di Konjac contribuisce, infatti, al benessere della flora intestinale. È un alimento prebiotico: non viene praticamente degradato nel tratto digestivo ed è fermentato dai microrganismi che colonizzano il nostro intestino.

Diversi studi hanno mostrato come il glucommanano possa essere utilizzato per il trattamento del diabete di tipo 2 e della sindrome da insulino-resistenza. Mangiare Konjac abbassa il colesterolemia senza effetti negativi e può essere tre volte più efficace di altri polimeri.

Inoltre, a contatto con l’acqua il konjac può aumentare il proprio volume fino a 80 volte, per questo motivo provoca (in maniera veloce e prolungata le tempo) senso di sazietà.

Il suo basso apporto calorico lo rende ideale per tutti coloro che seguono un regime volto alla diminuzione del peso. La pasta di konjac è anche ricca di minerali come calcio, fosforo, ferro, zinco, manganese, cromo e rame ed è per questo motivo consigliata nei casi di astenia ma anche nei casi in cui si abbiano problemi di stitichezza dal momento che la componente acquosa facilita la depurazione dell’organismo in maniera naturale.

Konjac: Pasta, spaghetto o risotto?

Il prodotti a base di konjac si possono ottenere dalla lavorazione diretta della patata konjac (che viene lessata, schiacciata, miscelata con idrossido di calcio per eliminare le sostanze amaricanti e ribollita) oppure dalla lavorazione della farina della tubero. Nel primo caso si ottiene il prodotto tradizionale riconoscibile dalla colorazione scura. I prodotti ottenuti dalla farina invece sono bianche perché nel processo viene eliminata la buccia del prodotto. 

Indipendentemente dal tipo di lavorazione adottato, si possono ottenere prodotti diversissimi tra loro. I più famosi sono gli spaghetti Shirataki (chiamati così perché ricordano le cascate di Shiraito), ottimi sostituti della pasta deliziosi saltati in padella con verdure di stagione. Anche la versione del Konnyaku-rice (Konjac sotto forma di chicchi di riso) sono ideali per limitare il quantitativo di riso in una porzione (riducendo il potere calorico del piatto e aumentando il potere saziante) 

In Giappone si trova anche sotto forma di tavolette da affettare, polpette e, addirittura sashimi ready to eat. Ma non solo! In quanto additivo (E425) può essere aggiunto ai diversi prodotti trasformati: negli impasti di lievitati dolci o salati, nel gelato (dove si è osservato un ritardo nello scioglimento del prodotto), nei prodotti di confetteria (come caramelle o gelatine), nei condimenti come addensante e in tanti altri prodotti. 

Konjak controindicazioni

La konjak va assunto con parsimonia. I suoi effetti benefici come spezzafame e rimedio naturale contro il colesterolo cattivo sono stati confermati anche dalla medicina classica, ma se si è diabetici è comunque bene consultare prima il medico.

È sconsigliata in caso di occlusione intestinale e può rallentare l’assorbimento di alcuni farmaci, specie se consumato in granuli. Altri effetti indesiderati sono flatulenza, feci molli, gonfiore addominale (che possono essere risolti modificando il dosaggio).