Il kusamono è una semplice e delicata composizione realizzata con erbe sevatiche e fiori spontanei. Può trattarsi di una singola pianta erbacea o arbustiva o di una composizione, il tutto coltivato in vaso, in modo da raggiungere una bellezza imperfetta, in equilibrio armonioso tra vigore e fragilità, gentilezza e durezza. Assieme a bonsai, shitakusa (erbe di compagnia), ikebana e kokedama, il kusamono è espressione della millenaria arte del giardinaggio giapponese ed è intrisa di profondi significati filosofici e religiosi.

Tutti questi termini un po’ particolari fanno parte dell’arte giapponese che consiste nel realizzare composizioni originali usando piante, erbe, fiori, terriccio, muschio e persino pietre. 

Si tratta di un’arte secolare, perpetrata da maestri ed appassionati del verde e dell’oriente.

Se alcuni considerano infatti quella del bonsai un’arte “spregevole” perché piega e limita una natura altrimenti destinata a crescere, altri sono attratti dalla calma e dall’armonia che queste pratiche di giardinaggio orientale infondono, considerate spesso anche curative.

Sicuramente, il Kusamono, rispetto al Bonsai, è un’arte meno “interventista” e se vogliamo invasiva, in quanto si realizza attraverso erbe spontanee locali e stagionali piantate in un vaso decorativo. Ma scopriamo qualcosa in più.

Come si realizza un Kusamono

Ecco le cose da sapere per la tua composizione:

1. le piantine che scegli non devono avere radici importanti, così crescono lentamente;
2. se accosti quelle dello stesso habitat ottieni un risultato più naturale e anche la coltivazione risulta facile;
3. come vaso puoi usare quelli da bonsai che sono forati, ma anche le altre ciotole vanno bene, con un’accortezza. Sul fondo metti della ghiaia, così l’acqua non fa marcire le radici;
4. mantieni sempre umido il tuo kusamono vaporizzandolo e mettilo in una posizione luminosa, ma non alla luce diretta del sole. Sarai felice di ritrovare ogni mattina la sua presenza verde e tranquilla.

Partendo dal presupposto che il Kusamomo è, in modo riduttivo, un  piccolo “bonsai di erbacce”, fiori o piante spontanee che ci tiene compagnia, reperendo qualche informazione qua e là, si prova a realizzarlo in modo casalingo e imperfetto, con piccoli strumenti e mezzi naturalmente a disposizione, senza, in questo caso, acquistare nulla di nuovo. 

Le uniche cose di cui si avrà bisogno: una pianta spontanea stagionale (per esempio margherite o fiori di trifoglio o acetosella rosa), che si desidera rivedere anche in casa, un piccolo e graziosos vaso forato, del terriccio ( si dovrebbero usare terricci spieciali, come ketotsuchi – detto Keto – e Akadama ), delle palline drenanti di argilla espansa o corteccia, muschio o erbetta strisciante se l’avete, qualche pietra, sassolino o elemento decorativo a piacere. 

Procedimento: prendere il vasetto, fare un primo strato drenante di argilla espansa di circa un centimetro, quindi riempirlo per più della metà di terriccio.

Unirvi il fiore o la pianta spontanea che avete deciso di recuperare, coprire il terriccio con del muschio o piantine spontanee di sottobosco, quindi disponete qua e là qualche pietra ed elemento decorativo.

Annaffiate il tutto e disponetelo nella in casa dove desiderate, preferibilmente vicino a una fonte di luce. 

Da non confondere con i l bonsai

In giapponese kusamono significa letteralmente cosa (mono) erbacea (kusa). La filosofia che sta alla base è la stessa dei bonsai con cui condivide molte tecniche di coltivazione, anche se trattandosi di erbe è tutto molto più semplice. Le origini si perdono nella notte dei tempi, visto che i primi bonsai risalgono a più di mille anni fa. Queste composizioni erbacee non vanno confuse con le più piccole e semplici shitakusa, che si trovano solo accanto a un bonsai e per completarne l’atmosfera. I kusamono possono essere grandi anche 40 centimetri e suggerire veri e propri paesaggi in pochi elementi.