La dieta chetogenica può rappresentare un’opzione terapeutica per quei casi di epilessia che non rispondono ai farmaci e non possono essere trattati chirurgicamente.

Per il controllo dell’epilessia è importante avere uno stile di vita sano ed equilibrato anche a tavola. Scopriamo insieme la dieta chetogenica contro il disturbo neurologico.

Laura Tassi, presidente di LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia), sottolinea per i soggetti colpiti dal disturbo e che assumono terapia farmacologica cronica l’effetto positivo di un regime alimentare corretto ed equilibrato.

Molti nutrienti, infatti, sono estremamente preziosi, grazie al potenziale neuroprotettivo. La Vitamina B6, che si trova principalmente legata alle proteine, è essenziale per alcune funzioni del sistema nervoso, in particolare per l’intervento nella sintesi di neurotrasmettitori come la serotonina, l’istamina, la taurina e la dopamina.

Gli Omega 3 e la vitamina D3 possono avere un ruolo di potenziale adiuvante nella gestione della frequenza critica. I primi sono assimilabili con salmone, pesce azzurro e frutta secca; la seconda si trova principalmente in pesce azzurro, uova, latte e suoi derivati. La Vitamina E è presente negli oli vegetali, nei cereali integrali, nelle uova e negli spinaci.

La Vitamina C è contenuta in frutta fresca, radicchio, spinaci, broccoletti, cavoli, pomodori, peperoni e patate.

La dottoressa Tassi sottolinea che per il controllo delle crisi epilettiche è importante evitare droghe e alcol e assumere regolarmente i farmaci. Una dieta chetogenica può ridurre gli episodi fino al 40-50% nei pazienti che non rispondono a terapia e trattamento farmacologico.

Questo regime alimentare prevede una dieta ricca in grassi e povera in carboidrati: quando la quantità di zuccheri introdotta è molto ridotta e le scorte a livello di fegato e tessuti sono pressoché esaurite, la maggior parte di organi e tessuti passa ad utilizzare gli acidi grassi come fonte di energia, favorendo la formazione dei corpi chetonici.

Sembra che siano proprio questi a ridurre l’eccitabilità dei neuroni coinvolti nella genesi delle crisi.

Dieta Chetogenica: per quanto tempo seguirla?

Quello che si è visto è che più precoce è l’inizio del trattamento con la dieta chetogenica, maggiori sono le probabilità di successo. La terapia nutrizionale va seguita per un tempo limitato.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Epilepsia Open, per i bambini che ottengono un controllo delle crisi maggiore del 50 per cento, la dieta può essere “somministrata” per un periodo anche di due anni, a meno che non compaiano effetti collaterali che richiedano la sospensione del trattamento. 

Il piano può essere invece adottato più a lungo, invece, se nel tempo si osserva una remissione del 90 per cento delle crisi epilettiche, con effetti collaterali quasi nulli. 

Infine, precisa la dott.ssa Valentina De Giorgis, responsabile del gruppo di studio sulle “Dietoterapie” della LICE, si tratta comunque di un intervento da considerare al pari del farmaco, da effettuarsi quindi esclusivamente sotto controllo medico.