La dieta del minestrone è nata negli Stati Uniti d’America, messa a punto da un chirurgo cardiologo dell’ospedale Sacred Memorial di Saint Louis. Originariamente, la dieta del minestrone era destinata soprattutto ai pazienti in forte stato di obesità, che dovevano ridurre drasticamente il proprio peso in vista di interventi chirurgici al cuore.

La dieta del minestrone dura all’incirca 14 giorni, non di più, tempo comunque sufficiente a produrre un calo di peso dai 7 agli 8 chili; questa perdita di peso, tuttavia, per quanto “incoraggiante” rimane assolutamente fittizia, perché dovuta principalmente alla perdita di liquidi e muscoli, non di grasso.

La dieta del minestrone può essere classificata come una dieta monopiatto, visto che – seguendo opportune ricette – all’interno del minestrone vi sono tutti i componenti nutrizionali, come proteine, carboidrati, lipidi, minerali e vitamine. Infine, la dieta del minestrone può essere classificata come dieta a tema, perché l’alimento maggiormente consumato è il minestrone di verdura.

Aspetti nutrizionali

La dieta del minestrone prevede la somministrazione principale di un minestrone di verdure, quindi dal punto di vista nutrizionale si sta parlando di un piatto ipocalorico. Le ricette del minestrone sono assai variabili e possiedono molte rivisitazioni.

Se il minestrone è a base di sole verdure, senza aggiunta di condimenti, il piatto può essere considerato decisamente ipocalorico. Il minestrone, tuttavia, non è più ipocalorico se si aggiungono degli ingredienti ricchi di carboidrati, come le patate o i legumi, od olio di oliva come condimento.

Gli aspetti nutrizionali della dieta del minestrone sono per la maggior parte negativi. Le proteine apportate, ad esempio, sono scarse. I protidi presenti nella dieta possono essere sia di origine vegetale, per aggiunta di legumi al minestrone, ma anche di origine animale, grazie all’accostamento di latte, yogurt e carne di manzo.

Stessa cosa per i lipidi, che a parte l’aggiunta di olio crudo al minestrone, sono irrisori. Tra tutti i macronutrienti, i carboidrati sono quindi i favoriti, e grazie all’aggiunta di patate e/o riso al minestrone sono presenti in maggiore quantità rispetto a protidi e lipidi.

Un discorso a parte dev’essere fatto per le vitamine. Molti sostengono che nel minestrone ci sono; tuttavia, molte di esse sono termolabili e/o fotolabili. Quindi, nella dieta del minestrone l’apporto di vitamine è per certi aspetti scarso, proprio perché le vitamine termolabili vengono alterate con il calore di cottura, mentre quelle fotolabili vengono distrutte quando lo si prepara, esponendo le verdure alla luce.

I sali minerali, invece, sono presenti, dal momento che si solubilizzato nell’acqua di cottura, che viene consumata con tutti i sali in essa disciolti.

Sempre nell’ambito nutrizionale, la dieta del minestrone fornisce immediati risultati, ma non riesce ad impartire una buona alimentazione a chi la segue. Molti sostenitori della dieta del minestrone suggeriscono di bere negli ultimi giorni almeno 1,5/2 litri di acqua, per consentire un maggior allontanamento delle tossine dall’organismo. A questo punto sorge spontanea una domanda: “ma tutta l’acqua che si è introdotta con le numerose portate di minestrone, non è stata sufficiente ad eliminare queste “scorie” dal nostro organismo?”.

Esaminando attentamente tutti gli aspetti nutrizionali fin qui citati, possiamo dire che la dieta del minestrone è a bassa sazietà, quindi il soggetto che la segue non viene mai saziato totalmente. Questa caratteristica è legata alla presenza dei carboidrati e alla monotonia degli alimenti, che nell’insieme possono causare una certa sofferenza in risposta ai morsi della fame.

Un altro punto a sfavore della dieta del minestrone è il bassissimo apporto di proteine, che associato allo scarso apporto di calorie favorisce il catabolismo muscolare, con conseguente calo del metabolismo e predisposizione all’effetto yo-yo. Anche se la dieta del minestrone consente di perdere peso velocemente, i kg persi non sono costituiti da grasso, ma prevalentemente da liquidi e proteine muscolari; come tali, alla sospensione della dieta tendono ad essere recuperati in maniera velocissima e con gli interessi!

Unica regola? Evitare durante la dieta prodotti da forno (compresi pane e pasta), zuccheri raffinati, legumi (concessi solo un giorno a settimana), olio e grassi aggiunti, alcolici e bibite zuccherine e gassate. Il metodo può essere seguito per una settimana in totale sicurezza. Si consiglia comunque di sottoporre lo schema al medico di famiglia prima di iniziare: per l’alta presenza di verdure, questa dieta non è indicata a chi soffre di colon irritabile.

La zuppa di verdure, piatto principale della dieta, va preparata esclusivamente coi vegetali consigliati (in primis, porri, cavolfiori, peperoni verdi, pomodori, finocchi e spinaci), scelti per il basso contenuto calorico, per la presenza di sali minerali e vitamine, per l’azione diuretica e per quella detox.