I diverticoli sono delle piccole escrescenze che si sviluppano sulla parete del colon, che è la parte finale dell’intestino. Nella maggior parte dei casi il paziente con diverticoli non presenta alcun sintomo, ma a volte può succedere che si manifestino dolore, bruciore, stitichezza o gonfiore. È importante allora seguire una dieta per prevenire e combattere la diverticolite.

Cos’è la diverticolite e qual è la causa?

Quando nell’intestino è in atto un’infiammazione, la patologia è definita diverticolite. La causa principale di questa infiammazione è l’aumento della pressione interna dell’intestino, dovuta a una dieta povera di fibre e alla conseguente formazione nel tempo di materia fecale compatta. La presenza di questa massa ostacola la contrazione dell’intestino (peristalsi) e facilita quella dei muscoli all’esterno dell’organo. È importante allora che tu segua una sana dieta per la diverticolite.

La corretta alimentazione contro la diverticolite

La dieta per la diverticolite deve essere principalmente liquida o semiliquida e, quando è in atto l’infiammazione, con alimenti a basso contenuto di fibre come:

  • pasta, riso o semolino in brodo, conditi con olio crudo;
  • carne (tritata o omogeneizzata);
  • pesce (anch’esso tritato);
  • uova.

In seguito puoi aumentare la consistenza dei cibi aggiungendo pane bianco secco, grissini, fette biscottate, prosciutto crudo e bresaola. Anche in presenza di infiammazione ai diverticoli sono permessi frutti come la banana e la mela. Tra le verdure puoi mangiare zucchine, carote e patate (le verdure vanno lessate). Anche i centrifugati possono far parte della dieta. Puoi anche assumere latticini a basso contenuto di lattosio come yogurt e grana.

Cosa non mangiare in presenza di diverticolite

Nella dieta per combattere la diverticolite dovresti evitare:

  • cioccolato;
  • cibi fritti e piccanti;
  • bevande alcoliche e gassate;
  • cibi cucinati con grassi aggiunti (soprattutto di origine animale).

Dopo la fase acuta è bene eliminare per un breve periodo gli alimenti ad alto contenuto di lattosio tra i quali il latte e i formaggi freschi. È importante che eviti la frutta e la verdura da cui non è possibile togliere i semini.

La dieta per chi soffre di diverticoli

Per prevenirne l’insorgenza di diverticolosi e diverticolite è fondamentale seguire una dieta varia ed equilibrata con una sufficiente presenza di fibra alimentare. 

“La dose consigliata è di almeno 30 g al giorno: 20 g fibra alimentare non idrosolubile + 10 g fibra alimentare idrosolubile”, consiglia il prof. Pier Luigi Rossi. Via libera, dunque, a frutta e verdura di stagione, probiotici e prebiotici e tanta acqua per favorire il transito intestinale, tenendo presente che l’aumento del contenuto di fibre nella dieta deve essere graduale per ridurre al minimo il gonfiore addominale e per favorire l’adattamento dell’intestino al cambiamento delle abitudini alimentari.

Semaforo giallo, invece, a una eccessiva introduzione di carne rossa. “Una alimentazione ricca di carne rossa – spiega l’esperto – cambia il metabolismo batterico del colon, portando a modificazioni del microbiota che possono provocare la produzione di molecole favorenti lo spasmo della parete intestinale, con conseguente indebolimento della parete del colon e formazione dei diverticoli. Carne rossa o trasformata (salumi, insaccati, salsicce…), alimenti precotti a base di carne, come cordon bleu e altri cibi simili causano un aumento di 2-4 volte il rischio di sviluppare diverticoli rispetto ai vegetariani o ai vegani”.

“La carne rossa ottenuta da animali allevati in modo intensivo con granaglie, soia, e stabulati – continua il prof. Rossi – contiene anche una dose considerevole di acidi grassi saturi (acido palmitico, stearico, miristico, arachidonico, omega 6…), associati anch’essi a un maggior rischio di diverticolite”.

Cosa mangiare e cosa evitare se c’è una diverticolite in atto? “Se i diverticoli sono infiammati, occorre invece ridurre la dose giornaliera di fibra alimentare e di tutti quegli alimenti che nei processi digestivi dovessero fermentare eccessivamente aumentando la quantità di gas intestinale (un esempio sono alcuni tipi di verdure come carciofi e cavoli, la frutta estiva, l’uva, gli agrumi e i legumi). Attenzione anche all’utilizzo di te e caffè”.