Non si fermano gli incendi divampati da giorni in diverse zone della Grecia, colpita da un’ondata di caldo torrido come non si vedeva da decenni, con alte temperature e venti caldi. La situazione più critica è sulla grande isola di Evia, a nord di Atene, dove sono state evacuate migliaia di persone.

Da ormai dodici giorni centinaia di vigili del fuoco sono impegnati con l’ausilio di aerei e elicotteri nel combattere i tanti roghi che sono divampati nel Paese, causando danni ingenti danni.

Il fronte più caldo è quello sull’isola di Evia, o Eubea, alle prese da sei giorni con diversi grandi incendi. Situazione drammatica nella parte nord del paese, dove le fiamme hanno distrutto numerose abitazioni e migliaia di ettari di boschi e continuano a minacciare diversi villaggi, come Ellinika, Vasilika e Gouves, che sono stati evacuati dalle autorità.

Sull’isola stanno lavorando da giorni quasi seicento vigili del fuoco, intenti a combattere le fiamme che si sono propagate su numerosi ed estesi fronti di fuoco. I pompieri stanno cercando di bloccare i roghi in vari punti per evitare che altre case siano distrutte: oltre 200 famiglie sono già rimaste senza un tetto.

Il governatore della Grecia centrale, Fanis Spanos, ha affermato all’emittente greca Skai Tv che la situazione nel nord dell’isola è “molto difficile” da quasi una settimana: “I fronti sono enormi, l’area di terra bruciata è enorme”.

Sempre a Skai tv il sindaco di Istiaia, Ioannis Kontizias, ha denunciato l’assenza di aerei antincendio sul fronte di Evia: “Siamo soli, sono cinque giorni che chiedo che siano impiegati aerei”. Alcuni aerei antincendio sono stati inviati in soccorso della Grecia da diversi Paesi europei, tra cui Francia, Svizzera e Spagna.

Diversi i villaggi e le cittadine evacuati a causa dei tanti roghi divampati nei giorni scorsi, gli abitanti dell’isola sono in fuga: in migliaia hanno già lasciato Evia imbarcandosi sui traghetti messi a disposizione per portarli in salvo.

Migliaia di residenti in fuga dalla furia delle fiamme sono stati accolti in hotel e altre strutture. Il governatore della Grecia centrale, Fanis Spanos, ha affermato che ci sono più di 2.500 persone sfollate.