La teoria della Meloni: “La sinistra è razzista, ecco perché”

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Giorgia Meloni, dopo gli insulti ricevuti dal professor Gozzini, ha potuto contare su numerose manifestazioni di solidarietà bipartisan, con tutto il mondo politico che si è schierato in sua difesa. La leader di Fratelli d’Italia, in una nuova intervista alla Stampa, ha però fatto alcune distinzioni e ha attaccato la sinistra definendola “razzista”.

“Le forme di razzismo viste in quel siparietto – ha detto Meloni in riferimento alle parole di Gozzini – erano almeno tre. Intanto quella nei confronti delle donne, che è tipica della misoginia: sembra che non si possa prescindere dal riferimento a una donna senza dire cose turpi”.

Meloni e la “destra analfabeta”

“Poi c’è il razzismo verso la destra analfabeta“, ha aggiunto Meloni che ha poi ricordato: “Ho avuto la fortuna di avere una madre che è una dei più grandi lettori della storia. Ho cominciato a leggere giovanissima libri straordinari. Sono una persona alla quale piace leggere tantissimo. Ma le pare che debba ancora dare questo genere di rassicurazioni? Nessuno, che non abbia un pregiudizio razzista verso di me, può definirmi ignorante e analfabeta. Magari ho un accento romano pronunciato, ma considerando che abbiamo ministri che sbagliano un congiuntivo su tre, direi che lo sguardo di questi esimi professori potrebbe benissimo rivolgersi altrove. Si sono imbufaliti perché ho citato Brecht“.

Meloni e il presunto “razzismo della sinistra verso il popolo”

“La terza forma di razzismo che sta ammazzando le persone di sinistra – ha concluso Meloni, dopo aver parlato di misoginia e analfabetismo – è quella nei confronti del popolo. Per loro è un insulto definire qualcuno pesciarolo, ortolano, contadino. Ma anche le anime belle della sinistra mangiano grazie a chi svolge quei lavori indispensabili per la società italiana. Questa sinistra invece se ne sta chiusa nei suoi salotti a discettare dei problemi del popolo, che disprezza e non capisce”.