Variante-Delta

Cresce in Italia la diffusione della variante Delta del coronavirus che, come rilevato dall’ultimo monitoraggio dell’Iss, è arrivata all’82,4% del totale dei tamponi positivi. Per questo, fermo restando che secondo alcuni esperti sarà difficile raggiungere l’immunità di gregge, sono in molti a chiedersi quando questa mutazione cambierà e diventerà innocua.

Ne ha parlato al Messaggero il professor Giorgio Palù, numero uno dell’Aifa, che ha spiegato cosa potrebbe succedere nei prossimi sei mesi “I dati inglesi e cioè i più verificabili ci dicono che Sars-CoV-2 sta diventando endemico“.

Questo significa che “il virus cerca di persistere nella popolazione, diventata suo ospite naturale, adattandosi alla specie umana. Il che vuol dire essere sì più contagioso, per la necessità di trasmettersi, ma anche avere una minore letalità, quindi assomigliare a un’influenza. Il fattore che contribuisce maggiormente a questa endemizzazione è sicuramente l’immunizzazione”.

In più, ha rilevato Palù, stanno arrivando due nuovi farmaci antivirali specifici contro la variante Delta: “Le industrie stanno presentando i dossier ed Ema dovrà valutare questi inibitori, da usare in fase acuta anche per bocca. Com’è stato per gli anticorpi monoclonali, preparati sotto cute e intramuscolo, i pazienti saranno trattati sempre più a livello domiciliare senza intasare gli ospedali”.

“Frattanto – ha ricordato l’esperto – sarà fondamentale andare avanti con la campagna vaccinale. A livello nazionale siamo vicini al 70%, dobbiamo riuscire ad arrivare almeno all’80%”.

“Credo che fra la logistica centralizzata e la distribuzione territoriale si possa puntare a raggiungere l’obiettivo per la fine di settembre o l’inizio di ottobre – ha concluso -. Bisogna però convincere le persone adulte che svolgono funzioni pubbliche”.