La variante Delta plus si sta diffondendo: i rischi

La varinta covid Delta Plus si sta diffondendo in India. La variante Delta Plus del coronavirus, conosciuta anche come AY.1, era stata già individuata in 9 Paesi tra cui Usa e Regno Unito.

In India è stata rilevata per la prima volta ad aprile: secondo il ministero della Sanità finora sono stati individuati 22 casi del nuovo ceppo in 3 Stati: Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh). Ha una capacità di diffusione ancora più rapida della Delta e si lega con facilità alle cellule polmonari.

Sulla base delle recenti scoperte dell’INSACOG (Indian SARS-CoV-2 Genomic Consortia), il ministero della salute ha allertato e consigliato Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh in merito alla variante Delta Plus di COVID-19 trovata in questi stati”, si legge in una nota riportata da Aljazeera. Gli studiosi l’hanno definita “Variant of concern” (Voc), cioè variante di preoccupazione perché soddisfa alcuni dei numerosi criteri tra cui facilità di trasmissione, malattia più grave, neutralizzazione ridotta da parte di anticorpi o efficacia ridotta di cure e vaccini.

“Oggi al Parlamento olandese verrà presentata un’analisi, che secondo me può verificarsi anche in Italia, secondo la quale la variante indiana (o Delta, ndr) diventerà mano mano più dominante. E sarà quasi totalizzante in autunno. Quindi bisogna stare molto attenti”, ha affermato all’AdnKronos Salute Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l’emergenza Coronavirus e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma. “La variante indiana preoccupa – continua Ricciardi – perché è infettiva e contagiosa il 50% più di quella britannica che già era contagiosa. Per cui noi avremo una variante contagiosissima, dovremmo più che mai accelerare la copertura vaccinale e continuare a stare attenti. In autunno penso che potrebbe essere dominante in tutta Europa. Gli olandesi prevedono che ad ottobre rappresenterà il 100% dei contagi nel loro Paese. Se non stiamo attenti presumo che sarà così anche da noi. Ma dobbiamo cercare di evitarlo”, conclude.

“Numeri della variante Delta sottostimati”

Intanto, come abbiamo scritto ieri, il 26% dei nuovi casi di positività in Italia è dovuto alla variante Delta: nelle scorse ore sono aumentati i focolai segnalati in varie parti d’Italia, tra i quali il più serio è scoppiato fra le province di Piacenza, Cremona e Lodi. Numeri molto contenuti (25 casi nello specifico) ma che lasciano presagire aumenti più significativi nelle prossime settimane. “Temo che la variante Delta sia sottostimata. Ad oggi facciamo solo una piccola proporzione di indagini di sequenziamento sui campioni. L’Inghilterra invece lo ha fatto alla grande”. Lo ha detto ad “Agorà” su Rai 3 Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano.

“Speriamo di essere nel breve anche noi in grado di farlo, grazie alla riduzione dell’incidenza della malattia”, ha auspicato Pregliasco che ha poi sottolineato come “la cosa interessante del sequenziamento è poter fare una specie di impronta digitale, un tracciamento molecolare per individuare la catena di contagio e quindi isolare i focolai che si stanno susseguendo nel Paese”.