Mal di testa, raffreddore e altri sintomi simili a quelli di un malanno stagionale: secondo i dati a disposizione, ancora limitati, la variante Omicron potrebbe provocare una forma di Covid-19 più lieve e dalla durata di pochi giorni, specialmente nei vaccinati, rispetto alle precedenti varianti. Una possibile risposta è arrivata da un esperto, l’immunologo Guido Silvestri.

Variante Omicron come un raffreddore?

Mentre sempre più italiani fanno i conti con la variante Omicron, che il giorno di Natale era al 45% del totale dei casi, “non sono le feste che ci immaginavamo e abbiamo ancora davanti un periodo difficile”, ha esordito Guido Silvestri in un’intervista al Corriere della Sera.

Tuttavia, ha osservato l’esperto, “dobbiamo avere fiducia: i dati che raccogliamo ogni giorno indicano che la variante Omicron, benché molto trasmissibile, è meno aggressiva e molto di rado ha conseguenze serie sui vaccinati. La controprova l’abbiamo dagli ospedali che non sono sotto pressione nemmeno nella Londra con un milione di contagiati”.

“La speranza è che il virus si stia raffreddorizzando”, ovvero la variante Omicron sta diventando come un raffreddore.

Variante Omicron, “l’emergenza vera è la quarantena”

Secondo Silvestri il vero problema che si registra negli ospedali non è la pressione in terapia instensiva ma il “funzionamento. Con tanti medici e infermieri in quarantena sta diventando difficile costruire le squadre per gestire adeguatamente i servizi sanitari”.

“È venuto il momento di essere più elastici con le quarantene: rischiamo di bloccare tutto – ha aggiunto Silvestri dichiarandosi favorevole alla mini quarantena -. Se guarisci e hai due rapid test negativi torni al lavoro: abbiamo troppi medici e paramedici giovani, asintomatici, bloccati a casa. Non possono curare altri malati”.

Variante Omicron non attacca i polmoni?

Infine, sempre sulla variante Omicron, “sono incoraggianti le ultime sperimentazioni dell’immunologo di Cambridge, Ravindra Gupta. Confermano quanto verificato a Hong Kong sulla minor aggressività di Omicron”, ovvero “che il virus è meno bravo a infettare le cellule del polmone”.

“Il virus – ha concluso Silvestri – sembra specializzarsi nell’attacco alle alte vie respiratorie, mentre diventano rari i casi di polmonite severa soprattutto nei vaccinati”.